Il cemento è la materia che più di altre ha dato forma alla città moderna. Grattacieli, torri e palazzi ne hanno ridisegnato gli orizzonti, facendo dello skyline il simbolo di una nuova modernità sociale. Sobrio nella sua monumentalità, funzionale per le superfici nette, identitario nei volumi imponenti e nelle forme rigorose, il cemento, osservato attraverso l’obiettivo e lo sguardo personale di fotografi di talento, rivela una sorprendente vocazione estetica.
La fotografia urbana ne coglie l’essenzialità e la trasforma in una materia visiva di straordinaria ricchezza, dando vita a immagini d’arte in cui geometria, proporzioni e luce si incontrano. Così, ciò che siamo abituati a considerare semplicemente un materiale da costruzione, attraverso l’obiettivo di una fotocamera acquista una nuova dimensione: quella della bellezza.
La città vista… da un altro punto di vista
Si è chiusa la terza edizione di #Scaladigrigi, il concorso fotografico promosso da Federbeton - la federazione che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo - insieme a IIC, L’Industria Italiana del Cemento, la rivista che dal 1929 racconta il cemento attraverso le sue opere. Nato nel 2023 per esplorare il valore quotidiano del cemento, il concorso è tornato l’anno successivo con il tema “Connessioni” e, in tre edizioni, è diventato un appuntamento fisso.
Per il 2026, il tema “Linguaggi Urbani. Brutalismo, forma, emozione” invitava i partecipanti a cogliere il calcestruzzo nel punto in cui forza, funzione ed emozione si incontrano, dando forma a immagini capaci di andare oltre la mera rappresentazione architettonica.
Il brutalismo, senza maschere
Figura centrale del concorso era il brutalismo, la corrente architettonica affermatasi tra gli anni Cinquanta e Settanta, riconoscibile per il calcestruzzo a vista, le forme monolitiche e l’assenza di decorazioni. Il nome deriva dal francese béton brut, “cemento grezzo”, espressione usata da Le Corbusier per indicare il calcestruzzo lasciato a vista, con i segni delle casseforme.
Le fotografie pervenute sono state valutate dalla giuria, composta da Lorenzo Colombo, Tullia Iori, Lorenzo Marini e Susanna Tradati, già presenti nelle precedenti edizioni, insieme alle new entry Roberto Conte, fotografo di architettura, e Tiziano Demuro, artista visivo. Criteri di valutazione: pertinenza al tema, resa tecnica e originalità.
I tre vincitori di #Scaladigrigi
A vincere l’edizione 2026 è stato Gianmario Ligas, con la foto di un uomo in abito elegante che cammina in equilibrio tra diversi livelli di cemento. Al secondo posto si è classificata Martina Baraldi, che ha ripreso una persona piccolissima davanti a un enorme edificio. Terzo è arrivato Roberto Giangrande, con l'immagine di una giostra ancora in costruzione.
1° posto: Piani Mentali - Gianmario Ligas è nato a Torino da una famiglia di origini sarde. Terminati gli studi classici, ha lavorato nel settore finanziario. Si dedica alla fotografia da amatore fin dai vent'anni, quando ha iniziato con una Yashica FX3; poi, assorbito dal lavoro e dalla famiglia, l'ha lasciata da parte, per tornare a coltivarla nel 2000 grazie al digitale e ai viaggi. Fa parte del gruppo fotografico APS Torino Attiva.
2° posto: Subtle balance - Martina Baraldi, nata nel 1997, è un'architetta italiana con base a Parigi. Lavora al fianco di studi internazionali su progetti di interior design e retail design, forte di un percorso di studi in scenografia e allestimento museale. La fotografia è per lei uno strumento di indagine per esplorare geometria, proporzioni a misura d'uomo, la luce e il lato narrativo degli spazi. Nel titolo assegnato alla sua opera traspare l’equilibrio fragile, quasi impercettibile, che si regge su dettagli minimi.
3° posto: Un altro giro di giostra - Roberto Giangrande, laureato in Lettere con indirizzo in Spettacolo, ha mosso i primi passi come assistente in uno studio fotografico romano e sviluppato un lavoro personale tra ritratto e paesaggio urbano. Trasferitosi a Nantes nel 2008, ha collaborato con enti locali sulla trasformazione della città, realizzando lavori per studi di architettura e istituzioni culturali. Il suo progetto sull’Incompiuto italiano è diventato nel 2024 il libro Incompiuto (Light Motiv in Francia, Emuse Books in Italia) da cui sono nate diverse mostre, tra cui quella al Musée départemental Albert-Kahn nel 2025.
Le fotografie che hanno conquistato la giuria
Tutte le immagini selezionate sono raccolte nella gallery di #Scaladigrigi. Il progetto, promosso da Federbeton, voce della filiera del cemento e del calcestruzzo in Confindustria, racconta il volto contemporaneo dell’edilizia tra innovazione tecnologica, sicurezza, sostenibilità ed efficienza energetica, con uno sguardo rivolto al futuro.