The Circular Tour, i consigli per l'orto: i segreti del basilico
D.O.P. è l'acronimo di "Denominazione di Origine Protetta", la certificazione comunitaria di cui si fregiano gli alimenti le cui caratteristiche sono determinate dal territorio di origine, e il Basilico Genovese D.O.P. è garantito da un disciplinare di produzione e da un sistema di controlli eseguiti da un ente autorizzato dal Mi.P.A.A.F.. "Grazie alla certificazione, - spiega Gianni Bottino di Coldiretti Liguria - questa produzione si distingue dalle altre provenienti da zone meno vocate o prodotte in maniera non tradizionale. Del resto, un po' a tutti è capitato di sentire un basilico poco profumato o che 'sa di menta'. Ecco, quello non è Basilico Genovese D.O.P.".
Nella piantina del basilico, continua Bottino, sono tanti i segreti invisibili che possono aiutarci a vivere meglio, rasserenando l'animo con sapore e gusto inebrianti: "Il Basilico Genovese D.O.P. contiene potassio, calcio e magnesio, tre minerali essenziali per l'attività muscolare e fisica, nonché preziose vitamine, prima fra tutte la C, che aiuta a mantenere in salute le cellule, a ripulire l'organismo e a proteggerci dalle infezioni. Non dimentichiamo poi la vitamina A, perché è grazie a lei che ci abbronziamo quando ci esponiamo al sole!".
Dove cresce il Basilico Genovese D.O.P.
Quattro serre di mille metri ciascuna e tremila metri di campo, orgoglio verde (e rigoglioso). E’ l’azienda di Marco Ziliani, giovane laureato che nel 2017 ha deciso di tornare all’agricoltura diventando titolare dell’azienda di famiglia, inaugurando la quarta generazione di produttori di Basilico Genovese D.O.P. ad Andora (SV).
La produzione. In serra la produzione avviene in vasetti tutto l’anno ma quello D.O.P. viene coltivato solo a pieno campo. I vasetti vengono poi successivamente venduti a grossisti e rivenditori della Piana d’Albenga. Mentre la coltivazione stagionale - solo in estate - a pieno campo, è riservata al basilico da taglio destinato alla trasformazione, che viene distribuito ai frantoi locali o alle aziende che producono 'trasformati', come l’intramontabile Pesto alla genovese.
La sostenibilità. Nel magazzino di famiglia l’energia arriva dai pannelli fotovoltaici: è lì che avviene lo stoccaggio dei vasetti di basilico prima della vendita e il confezionamento di quello che non si riesce a concludere in serra. Ziliani, grazie a investimenti PSR, ha potenziato il risparmio energetico della sua azienda e continua a muoversi in un’ottica di sostenibilità ambientale.
Le serre. Per rendere il clima all’interno delle serre sempre idoneo al prodotto, d'estate come in inverno, sono state adottate le 'teline' che favoriscono l’ombreggiatura e la coibentazione delle strutture. Infine, per risparmiare acqua in una delle serre è stato inserito un impianto a goccia, che dosa il quantitativo d’acqua evitando lo spreco.
(Immagini: Coldiretti)
Quanto all'utilizzo in cucina, il Basilico Genovese D.O.P. non è solo l'ingrediente indispensabile di un buon pesto ma è adatto a condire dolci, gelati, salse fresche per accompagnare pesci o verdure, ed è apprezzatissimo dai bambini che con il loro olfatto sensibile ne sono dei grandi estimatori.
"Per essere utilizzate, - continua Bottino - le foglie vanno raccolte nel momento ideale del loro sviluppo. La fragranza è legata al terreno, al clima e alle cure degli agricoltori della Liguria, ma è stato necessario dimostrarlo scientificamente per ottenere la certificazione D.O.P.; trapiantarlo o coltivarlo altrove è possibile e sarà anzi interessante vedere in che modo modificherà il suo aroma nel giro di pochi giorni. Anche per questo ha la fama di essere una pianta un po' magica. Per avere del buon basilico servono tanta luce ma non troppo sole, tanta acqua ma assolutamente nessun ristagno, ambiente arieggiato, al riparo dal vento. Un gioco di equilibrio che in cambio regala emozioni gustosissime".
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