Ieri, su un noto quotidiano satirico milanese, Matteo Salvini si lamentava di come i tg avrebbero seguito l'adunata di Pontida. Lui che si lamenta dei tg. Come se Renato Zero si lamentasse dei sorcini. Poi Salvini ha mostrato ai suoi fan, dal palco, una bambina vittima nella triste vicenda di Bibbiano. Trattandosi dello stesso figuro che aveva reclamato la violazione della privacy di minore per difendere il suo erede diciassettenne che scorrazzava su un moto d'acqua della Polizia, ed avendo scelto, il nostro, una bimba di nome Greta al solo scopo di contrapporla ironicamente all'omonima ambientalista svedese, l'occasione sarebbe più che propizia per una salva di pernacchie satiriche in modalità David Guetta. Invece, da quando ho visto quella povera innocente usata come carne da Capitone, provo solo nausea. E, giuro, non sto parlando in senso figurato. Per cercare di farmela passare ho scritto un centone de Il Gigante e la Bambina, il pezzo che Paola Pallottino creò per Lucio Dalla.
Il gigante e la bambina
trascinata sopra un prato
per portare qualche applauso
a chi il voto ha dissipato
E la mano del gigante
la brandisce con fierezza
mentre intanto ne gualcisce
ancor più la giovinezza
Ché il gigante non ha dubbi
Ogni mezzo è autorizzato
per riavere quel consenso
che da solo si è giocato
La bambina, poveretta
già tradita dagli adulti
Or finisce marionetta
per pescare nuovi insulti
Nella notte si allontana
Il gigante soddisfatto
Mille like, mille retweet
Il lavoro è stato fatto
Ma è un lavoro triste e sporco
preparare una vetrina
per mostrare come un orco
quanto è triste una bambina
Nelle foto, sui giornali
la bambina dà le spalle
e mi piace immaginarle
come ali di farfalle
Perché possa alfin volare
più lontano da 'sto mondo
che a una bimba non sa offrire
un rifugio più giocondo
Il gigante, alla bambina
perché è noto non si usa
non le porgerà giammai
Perciò IO le chiedo scusa
Il gigante e la bambina
trascinata sopra un prato
per portare qualche applauso
a chi il voto ha dissipato
E la mano del gigante
la brandisce con fierezza
mentre intanto ne gualcisce
ancor più la giovinezza
Ché il gigante non ha dubbi
Ogni mezzo è autorizzato
per riavere quel consenso
che da solo si è giocato
La bambina, poveretta
già tradita dagli adulti
Or finisce marionetta
per pescare nuovi insulti
Nella notte si allontana
Il gigante soddisfatto
Mille like, mille retweet
Il lavoro è stato fatto
Ma è un lavoro triste e sporco
preparare una vetrina
per mostrare come un orco
quanto è triste una bambina
Nelle foto, sui giornali
la bambina dà le spalle
e mi piace immaginarle
come ali di farfalle
Perché possa alfin volare
più lontano da 'sto mondo
che a una bimba non sa offrire
un rifugio più giocondo
Il gigante, alla bambina
perché è noto non si usa
non le porgerà giammai
Perciò IO le chiedo scusa