Da ieri notte la Perfida Albione è tornata ad essere tale, ma stavolta i sovranisti italiani festeggiano. Laddove c’è un altrove vellleitario che porterà ulteriore divario sociale, povertà, conflitti, laddove si lascia uno spazio tra eguali per cercare riparo sotto un mitomane dalla cofana colorata – Trump, che compra i capelli nello stesso negozio di scherzi di Carnevale nel quale si serve Boris Johnson – l’italico complottaro si felicita con sé stesso: “Forse, se ci sono cascati pure loro, non sono il più pirla del pianeta”. Karl Marx, prima di ritrovarsi fanboy sempre più disastrosi, ebbe a dire che la Storia suole ripetersi prima in tragedia e poi in farsa. Ancora non conosceva Nigel Farage, il tizio che si è fatto stipendiare per vent’anni la battaglia contro l’Europa, e soprattutto Antonio A. Rinaldi, il funambolico economista della Lega, che ne riprendeva lo strafottente, irricevibile, patetico, grottesco, discorso di addio a Bruxelles. In quel caso, si sarebbe corretto: “La Storia si presenta in tragedia, si ripete in farsa, ed è quella che riprende la tragedia col telefonino mentre si consuma”.