Ministri del Cairo

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Scrivo verso le 24 e non è ancora finita l’anteprima della serata finale di Sanremo. Non posso dunque confermare la voce secondo cui, dopo essersi sfanculati, a Bugo e Morgan è stata offerta la tessera onoraria del Pd. Tanto vale occuparsi di un evento la cui valenza è assolutamente irrilevante in un Paese che, Conte Uno o Conte Bis, se ne batte altamente di Giulio Regeni, della sua tragica fine, della prevalenza che l’etica dovrebbe avere rispetto agli affari, e che infatti sta per vendere due fregate alla Marina egiziana. Il che, visto le fregate che l’Egitto ha riservato a noi, pare configurare un grottesco caso di reciprocità. Ma siccome Dio li fa e il Cairo li accoppa, ecco avanzare la triste vicenda di Patrick George Zaky, lo studente dell’Università di Bologna che è stato accusato di terrorismo (da quelle parti si porta un po’ bene con tutto) e perciò, secondo la Ong che ha reso noto il caso, incarcerato, intimidito, torturato. Roba da disperarsi, non fosse che persino in un caso come questo s’insinua infine il bene ultimo del ridicolo: il Ministro degli Esteri ha dichiarato che segue “con attenzione la vicenda”. Con attenzione. Di Maio. Al momento pare sia già riuscito a stabilire che l’Egitto non è in Australia.