I tedeschi hanno la schadenfreude, ossia la gioia quando le cose vanno male a chi non sopportiamo. Noi ci contentiamo del “rosicare”. Che sarebbe, in origine la delusione per il successo altrui, ma quasi sempre sconfina nella derisione del vincitore sullo sconfitto, non importa come. Un verbo che non a caso arriva dal mondo del calcio, dove la vittoria per autogol in fuorigioco, che pure a termini di regolamento manco sarebbe possibile, rappresenta il migliore degli epiloghi per il tifoso medio. Un abito mentale infantile, limitato, perdente. Mi permetto perciò una piccola proposta: almeno in questi giorni, dovremmo liberarci dal luogocomunismo italiota secondo cui il vettore prevale sull’atto, l’appartenenza condiziona il giudizio, e imparare a considerare ogni risultato a prescindere da chi lo raggiunge. Al massimo potremmo infierire sul virus, quando ce lo saremo tolto di torno per sempre. Detto questo: oh, ma i colleghi (o aspiranti tali) di Fazio che lo attaccano per essere stato citato dal Papa, ma quanto rosicano?