(siano)

Distanziamento sociale questo sconosciuto

Più di 29,5 milioni di italiani hanno le idee confuse circa le distanze da tenere nei luoghi improvvisamente accessibili. Conseguenze? Uno su due non tornerà al ristorante e solo il 50% sa come destreggiarsi con i giochi per bambini

1 minuti di lettura
Vivere distanziati sarà il nuovo mantra. Al ristorante, come nelle aree giochi per bimbi, guardarsi è possibile ma di toccarsi neanche a parlarne. E allora la voglia di uscire di casa diminuisce. Per capire paure e desideri, del popolo post lockdown, Facile.it da mUp research e Norstat ha fotografato la situazione con una ricerca su un campione di popolazione dai 16 ai 74 anni. Un esempio per tutti? Quello di chi andràa pranzo o cena fuori. Più di un intervistato su due (54,5%) ha dichiarato che, almeno nella prima settimana di riapertura, non mangerà fuori casa perché non si sente sicuro mentre solo il 13,3% tornerà subito a mettere le gambe sotto al tavolo. Di più: il 60,4% degli intervistati, pari a quasi 26,5 milioni di italiani, ha ammesso che, almeno fino a fine anno, andrà a mangiare fuori meno spesso rispetto a prima, mentre il 16,8% addirittura non ci andrà proprio.

Il concetto di distanziamento
E’ spesso il fondamentale concetto di “distanziamento sociale” ad essere pochissimo chiaro. Oltre 29,5 milioni gli italiani hanno ancora le idee confuse sulle distanze da mantenere in alcuni dei più comuni contesti quotidiani. Analizzando le principali situazioni comuni e luoghi pubblici, quelli in cui le persone sono più confuse sono la spiaggia (il 32,4% dichiara di non sapere con certezza quale sia la distanza corretta da rispettare), i negozi di parrucchieri o saloni di estetica (31,5%), i mezzi pubblici (23%) e quelli privati come auto e moto (20,6%). La circostanza più critica? E’ quella dei giochi fra bambini; in questa situazione oltre la metà degli adulti (il 50,9%) ha dichiarato infatti di non sapere quale sia il distanziamento corretto da mantenere.

Lente d'ingrandimento sui ristoratori
Tra gli esercenti della ristorazione solo l’1,2% ha confessato di non sapere cosa sia il distanziamento sociale mentre tra i ristoratori la percentuale arriva al 13%. E le norme di sicurezza? L’86% ha detto di aver dotato il proprio personale dei necessari dispositivi di protezione individuale (mascherina FFP2 e guanti monouso), l’81% ha riorganizzato gli spazi interni del locale, il 72% ha dovuto procedere a modifiche della capacità ricettiva, il 71% ha dotato il proprio ristorante di dispenser automatici per gel disinfettante. Pochi, per ora, coloro che hanno optato per l’installazione di separatori in plexiglass (24%) e ancora meno i rispondenti che hanno previsto la misurazione della temperatura corporea dei clienti prima dell’ingresso al locale (17%). Risultato? Nella prima settimana di riaperture solleveranno nuovamente la saracinesca solo il 58% degli intervistati; il 10% lo farà fra qualche settimana, il 25% ha rimandato la riapertura a data da stabilirsi e, ahinoi, il 7% pensa che non riaprirà mai più.