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Ribelli o complici: ecco la storia delle donne che hanno determinato la vita della ‘ndrangheta

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Recensione \ “Madrine di ‘ndrangheta” di Federica Iandolo: un lungo e dettagliato reportage, che si rivela anche un’indagine antropologica, tra passato e presente
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Le donne nella ‘ndrangheta sono vittime e complici, ribelli e protagoniste delle trame criminali. Sono madrine pronte a seguire i loro uomini fino al sacrificio estremo ma anche autrici di clamorose denunce che hanno rischiato spesso di disarticolare il mondo inestricabile delle famiglie mafiose calabresi. Ce lo racconta in un bel libro Federica Iandolo, giurista e ricercatrice indipendente che ha scritto proprio Madrine di ‘ndrangheta (Compagnia Editoriale Aliberti), un saggio-mosaico che ripercorre la letteratura del settore, spazia dalla sociologia all’attualità dei processi giudiziari, fino a proporre alcune interviste.

Se è vero che durante l’ultimo maxiprocesso all’organizzazione criminale - considerata la più potente al mondo - un pentito ha detto “Le donne sono il cordone ombelicale della ’ndrangheta”, non si può certo nascondere che anche le donne si evolvono coi tempi, seguendo i dettami della modernità che rende le mafie sempre più subdole. Quella femminile è dunque una par…

Le donne nella ‘ndrangheta sono vittime e complici, ribelli e protagoniste delle trame criminali. Sono madrine pronte a seguire i loro uomini fino al sacrificio estremo ma anche autrici di clamorose denunce che hanno rischiato spesso di disarticolare il mondo inestricabile delle famiglie mafiose calabresi. Ce lo racconta in un bel libro Federica Iandolo, giurista e ricercatrice indipendente che ha scritto proprio Madrine di ‘ndrangheta (Compagnia Editoriale Aliberti), un saggio-mosaico che ripercorre la letteratura del settore, spazia dalla sociologia all’attualità dei processi giudiziari, fino a proporre alcune interviste.

Se è vero che durante l’ultimo maxiprocesso all’organizzazione criminale - considerata la più potente al mondo - un pentito ha detto “Le donne sono il cordone ombelicale della ’ndrangheta”, non si può certo nascondere che anche le donne si evolvono coi tempi, seguendo i dettami della modernità che rende le mafie sempre più subdole. Quella femminile è dunque una parte decisiva della mafia calabrese che forse non è stata ancora adeguatamente analizzata. Partendo dai primi del Novecento e dal caso di una cosca dell’Aspromonte, Federica Iandolo ripercorre negli anni le modificazioni avvenute. Un lungo e dettagliato reportage, che si rivela anche un’indagine antropologica, tra passato e presente.

"Le donne di ultima generazione non sono più solo mogli o figlie sottomesse e analfabete – scrive la giurista – Nunzia Graviano, ad esempio, gestiva il settore finanziario delle attività illecite, conosceva le lingue, usava il computer e leggeva il Sole 24 ore". Nel volume Iandolo racconta anche due storie di donne condannate nel processo “Aemilia”. Karima Baachaoui, tunisina, legata sentimentalmente a Gaetano Blasco, ‘ndranghetista reggiano: lei, destinataria della custodia cautelare in carcere per mafia, è latitante dal 2015 così come il fratello Moncef. Gestiva contabilità, partecipava agli incontri di mafia, faceva estorsioni, trasferiva armi. Adesso è in Tunisia ma le leggi non permettono il suo arresto. E poi la bolognese Roberta Tattini, consulente finanziario per il boss Nicolino Grande Aracri, condannata per concorso esterno alla mafia. Entrambe "sono donne non inserite formalmente nella ‘ndrangheta, non appartengono alla cultura calabrese, hanno competenze professionali, sono infatuate dal potere e dal denaro proveniente dall’ambiente criminale".

Senza dimenticare Giuseppina Mauro e Elisabetta Grande Aracri, moglie e figlia del boss Grande Aracri, condannate in secondo grado per 416 bis in ‘Farmabusiness’ perché avrebbero retto la cosca in assenza del marito-padre.

L’autrice, laureata presso l’Università di Parma, ha conseguito un master in Scienze Forensi e corsi di perfezionamento sulla criminalità organizzata e la violenza di genere. È relatrice in seminari che si sono tenuti in istituti scolastici dell’Emilia-Romagna come esperta di criminalità organizzata. Ha particolare interesse per il ruolo che ricoprono le donne nelle associazioni criminose sia nazionali che internazionali. Cerca storie inedite, per far emergere nuove prospettive sul mondo femminile.

Madrine di ‘ndrangheta

di Federica Iandolo

Compagnia Editoriale Aliberti

Prefazione di Anna Sergi

Pagg. 176, euro 17,90

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