Sono circa 800 gli abitanti di questo comune in provincia di Trento. E sono più di 1500 i presepi che ogni anno vengono esposti in paese, da dicembre a gennaio. Celebrano lo spirito del Natale, ma anche i legami di una comunità che mostra con orgoglio il frutto del suo lavoro. Tutto è cominciato nel 2000, l’anno del Grande Giubileo voluto da Giovanni Paolo II. Un gruppo di fedeli parte in pullman dal borgo di Ossana per arrivare a Roma.
Ossana, le immagini del presepi
Ossana si trova all'imbocco della Val di Peio, ai piedi delle cime del gruppo della Presanella ed è la sede del comune di cui fanno parte le frazioni di Fucine e Cusiano. Sono più di 1500 i presepi che ogni anno vengono esposti nel borgo, da dicembre a gennaio. Celebrano lo spirito del Natale, ma anche i legami di una comunità che mostra con orgoglio il frutto del suo lavoro.
Sono giorni di assembramenti, visite, scoperte. Durante il viaggio di ritorno qualcuno avanza l’idea di portare nell’alta Val di Sole una manifestazione dedicata alla natalità. Da quel momento Ossana diventa la sede di una delle più importanti esposizioni di presepi d’Italia, con punte di oltre ventimila visite in un mese.
Ossana: la tradizione dei presepi che riempie il borgo nel periodo natalizio
Lo scorso Natale, durante la pandemia, per la prima volta non si è potuto far niente, in paese non c’erano turisti e le strade erano vuote. Eppure, i presepi si illuminavano lo stesso, dietro le finestre delle case o nei cortili interni, disposti in modo da essere visti da chi passava per andare a fare la spesa. Era un modo per dire: non smettiamo di sperare. Rinasceremo.
Ossana, il borgo ripreso dall'alto dal drone
Sono quasi tutti volontari gli artigiani che li realizzano e lo fanno usando i materiali più diversi: lana, pasta, sughero, rame, ferro, legno. Ci sono statue ad altezza naturale e lavorazioni che stanno dentro la metà di un gheriglio di noce. Ci sono opere di altri paesi: un presepista di Napoli ne ha donato uno proprio durante i mesi più duri del Covid. Ne sono arrivati dal Venezuela, dall’Africa, da Betlemme e da appassionati e fedeli di ogni parte del mondo. Ogni anno tutti, compresi i bambini e i ragazzi delle scuole, lavorano per ampliare la collezione che ha reso famoso questo borgo in tutto il mondo. Chi arriva in paese, già dai primi giorni di dicembre, può seguire un filo rosso che collega tutte le opere in mostra.
Ossana, le immagini del borgo
Ossana si trova all'imbocco della Val di Peio, ai piedi delle cime del gruppo della Presanella ed è la sede del comune di cui fanno parte le frazioni di Fucine e Cusiano.
È uno spettacolo suggestivo. Presepi dentro un presepe naturale, incastonato tra le montagne. Ognuno racconta una storia, piccola o grande. C’è quello che ricorda la Seconda Guerra Mondiale, proprio dentro il castello di San Michele: Gli artigiani volontari sono riusciti a ricreare addirittura la famosa tregua di Natale, con gli eserciti nemici che si uniscono per qualche ora. Forse il più emozionante di tutti è il presepe dedicato alla tragedia del monte Giner. Il 22 dicembre del 1956 un DC-3 della compagnia di bandiera LAI, partito da Roma e diretto a Milano con 21 persone a bordo, si schianta contro le montagne in località Val Perse. Un fuori rotta inspiegabile, mai completamente chiarito. Non sopravvive nessuno.
Ossana ha il merito di ricordare questo evento, lo fa come gli viene meglio: attraverso l’estro della sua gente che crea con generosità piccoli grandi capolavori. L’assessore Elisa Rossi racconta con orgoglio questa particolarità del suo comune: “Quello che speriamo è di potervi accogliere tutti, in sicurezza, per mostravi questa manifestazione unica, portata avanti da volontari bravissimi. Per la nostra comunità i presepi rappresentano un vanto e per i visitatori uno spettacolo unico nel suo genere”.