Palermo, le cabine Enel luogo di street-art

“Così si dotano di un’anima” 

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A vederle da lontano non ci si fa quasi caso, mescolate tra gli edifici di quartiere, le case popolari o ancora nascoste da alberature stradali. Sono grandi parallelepipedi in cemento, prefabbricati spesso da modernizzare e sempre più preda di writers e street artist. L’ultimo murale è comparso lo scorso gennaio alla cabina di passaggio Mariano Rossi, in via Centorbe al Cep, opera dell’artista marchigiano Yuri Romagnoli, in arte Hopnn. E adesso dalla vecchia cabina Enel che fornisce l’illuminazione a tutto il quartiere primeggia un grande albero su sfondo azzurro. Impossibile non accorgersene.

 

A Palermo sono poco più di duemila le cabine elettriche di proprietà di E- Distribuzione, società del gruppo Enel, cui si aggiungono le infrastrutture elettriche di privati e imprese non gestite dalla società: da via Croce Rossa al centro storico, è facile imbattersi nelle cosiddette cabine secondarie, strutture più o meno grandi, nuove o preesistenti ai cambiamenti urbani dei quartieri. Tutte forniscono correntemente servizio elettrico e quelle di competenza Enel sono periodicamente ispezionate dai tecnici all’interno di un programma annuale di manutenzione e ammodernamento. E spesso gli accordi coi privati risultano determinanti.

 

A Ballarò, la scorsa settimana, è arrivata la nuova cabina Enel di piazza Carmine che sostituirà la precedente, ormai degradata. L’operazione, costata 150mila euro, cifra comprensiva di acquisto dell’infrastruttura, sostituzione e collaudo, rientra nel progetto dei lavori della ditta favarese Arnone per la costruzione del mercato al coperto. Risultato, la vecchia cabina sarà demolita nei prossimi giorni.

 

« Era un ecomostro che di certo non si sarebbe accordato con il nuovo volto di Ballarò — dice Massimo Castiglia, presidente della Prima Circoscrizione — grazie a un dialogo tra l’Iacp e il territorio siamo riusciti a ottenere una cabina più piccola e molto più efficiente. Bisognerebbe lanciare un concorso di idee e una rete di segnalazioni per le cabine Enel storiche da rilanciare come punti d’arte o semplicemente da salvaguardare » . In pieno centro storico, non mancano, infatti, i casi di degrado. In piazza Sant’Onofrio, via censita dalla Rap dove regolarmente si formano discariche di ingombranti, il prefabbricato Enel è ricoperto da materassi, mobili e rifiuti abbandonati, rendendo impossibile l’ingresso agli stessi tecnici per la manutenzione della struttura. La Rap, già avvisata, interverrà nei prossimi giorni, intanto a sorvegliare la cabina, tra gli ammassi di sedie e cassette in legno, ci pensa la creatura mitica di Julieta XLF, artista di Valencia, che anche lì ha lasciato la sua firma.

 

«Sono già centinaia in tutta la Sicilia le opere di street art, realizzate sulle pareti esterne delle nostre cabine che ben si integrano nei vari territori urbani — dice Antonio D’Alessandro, responsabile zona Palermo di E- Distribuzione — siamo convinti che, grazie alla collaborazione con le amministrazioni locali e le associazioni, sia molto più proficuo trasformare le attuali cabine in opere d’arte che, integrandosi pienamente nel contesto urbano, raccontano il vissuto di una città. Ovviamente, in questo caso, è fondamentale la fattiva collaborazione dei soggetti interessati per individuare eventuali nuovi siti idonei».

 

Sono ancora poche a Palermo le cabine d’artista. Su modello del murale nel quartiere di San Giovanni Apostolo, in corso Calatafimi, l’anno scorso, il siciliano Mirko Loste, per il progetto “ Cabine in Rosa”, promosso da E- Distribuzione in occasione del Giro d’Italia, ha realizzato l’opera “ Ibis Eremita”, una macro di una ciclista affiancata dal volatile simbolo di ripartenza. « Noi writers adocchiamo già da un po’ queste strutture — dice Mirko Loste Cavallotto — sono dei grossi blocchi che si prestano bene all’arte muraria, non danno fastidio a nessuno e si integrano bene con il sistema urbano. Inoltre si tratta spesso di cabine vecchie e ormai non più contestualizzate con il territorio. Non sono pensate per essere belle a livello architettonico, ma per essere funzionali. Così diamo loro un’anima ».

 

La prossima cabina sarà dipinta in via Sciuti 65, dopo un concorso di idee nazionale lanciato da E-Distribuzione a bambini dai 5 ai 12 anni. Tendenza o meno, le cabine elettriche colorate sono già state scelte anche in altri centri della Sicilia: da Trapani, con un omaggio a Francesca Morvillo ai piccoli paesini di Serradifalco nel Nisseno, con un murale dedicato a Padre Filippo Bonasera e ancora nel piccolo comune di Roccapalumba, nel Palermitano, che realizzerà nei prossimi mesi un’opera nella cabina Enel all’ingresso del paese. Sono ancora poco diffuse a Palermo ma ci sono esempi in provincia e in altre città, con firme di writers noti come Mirko Loste e Yuri Romagnoli “ Sono degli edifici da salvaguardare”

Le foto

A sinistra, la cabina Enel in piazza Sant’Onofrio A destra, quella in piazza del Carmine a Ballarò