Franco Battiato pittore: 15 ritratti da "contemplare"
di Valentina Tosoni
A Bellano, sul lago di Lecco, una mostra presenta alcuni dipinti del maestro catanese con un allestimento “orientaleggiante" che invita alla pratica della meditazione
Aggiornato 1 minuti di lettura
"E' una mostra sull'interiorità. I ritratti di Franco Battiato sono una forma di meditazione, ed esporli è una forma di restituzione verso un artista che ha dato molto". Con queste parole Velasco Vitali, anche lui pittore e scultore di grande sensibilità, ci introduce all'esposizione che ha curato per ArchiViVitali, nello Spazio Circolo di Bellano, località sul lago di Lecco, e che rimarrà aperta fino al 9 luglio.
Spazio Circolo, ingresso con riproduzione disegno di Franco Battiato
"La realtà non esiste", cantava Claudio Rocchi negli anni Settanta e questo è il titolo scelto per la mostra dedicata al grande musicista scomparso due anni fa: "Anche nell'arte la realtà non esiste perché è la prima delle forme virtuali, la tabula rasa attraverso la quale noi mettiamo in scena i nostri sogni e le nostre realtà possibili", sottolinea il curatore.
I dipinti presentati nella mostra bellanese, una quindicina, sono oli su tavola fondo-oro e oli su tela provenienti da collezioni private e rappresentano alcuni degli amici più stretti del maestro catanese, tramutati in singole icone. L'esposizione si inserisce nell’ambito delle iniziative di approfondimento sul tema del ritratto nell’arte, promosse dal Comune di Bellano e dell’assessorato alla cultura. Tra queste c'è un'operazione culturale diffusa che colpisce appena si entra nel paese e non può passare inosservata, infatti, si è accolti da muri tappezzati di ritratti fotografici. Sono gli abitanti, o meglio quelli che hanno accettato di diventare protagonisti dello spazio comune, perché come diceva Ludwig Wittgenstein se “il volto è l'anima del corpo”, nell'insieme di presenze si ritrova l'anima di un luogo.
Municipio di Bellano (Lc)
L'allestimento dell'esposizione, che vede collocati i quadri a poco meno di un metro da terra perché siano osservati da seduti, invita a un approccio devozionale e contemplativo. La sala è poi caratterizzata da uno stile “orientaleggiante", espresso da una serie di preziosissimi tappeti afgani, anatolici e mauritani, dati in prestito da Altai, un ricercatore con sede a Milano. “L’interesse non era quello di avere un singolo quadro di Franco Battiato, ma di portare a Bellano questa capacità di riflettere sull’opera, che è una suggestione - spiega Vitali – e che volevo riuscire a provocare”.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da ArchiviVitali che comprende, oltre all’approfondimento del curatore Velasco Vitali, un testo di Elisabetta Sgarbi che propone una riflessione sul suo ritratto presente in mostra e un ricordo, in forma aneddotica di Luca Volpatti, architetto e scenografo, intorno al dipinto "Angelo nell’aria curva".