Gli stessi pettegoli che ieri accusavano Enrico Letta di essere grigio oggi ritengono spassoso che la leader del Pd Elly Schlein ricorra ai consigli di un'armocromista. È una tagliola che i commenti "di colore", così infatti si dice, fanno sempre scattare, e con una speciale voluttà, nei confronti dei leader del Partito Democratico (e alla parte di sinistra dei suoi precursori). Se questi ultimi non vedono la tv: fuori dal mondo, snob, elitisti e in definitiva lontani dal popolo. Se vanno da Maria De Filippi: venduti, patetici, emuli della destra e in definitiva lontani dal loro popolo. Bevono una birra da soli: tristi, dozzinali, senza amici e in definitiva lontani dal popolo. Producono vino (assicurano loro stessi) pregiato: edonisti, elitari e in definitiva lontani dal popolo. Danno un'intervista a Vogue: brava, va' a dirlo davanti alle fabbriche. Dirigono un dottorato a Sciences Po: che palle!
Eh si: sembra proprio Cara ti amo ed esattamente come in quel testo fondativo di Elio e le Storie tese la sensazione è che quando uno è in quella posizione (il maschio medio o un po' sotto la media, nella canzone; il o la leader del Pd, nella realtà) un modo brillante di uscirne non ce l'ha proprio. O meglio, ci sarebbe anche ma richiederebbe una certa (e certamente non lieve) dose di volgarità. Meglio cambiare canzone.
"L'impresa eccezionale è, dammi retta, essere normale": ed è esattamente la normalità quella fatamorgana sempre inseguita dal Nazareno, almeno dai tempi di Massimo D'Alema e di un suo libro che prendeva il titolo da una fulminante vignetta di Altan. Togliatti era il Migliore, per designazione unanime; Napolitano migliorista per distinzione correntizia. Ora occorreva essere diversi per un Paese normale o forse Normali per un Paese diverso.
La diversità è un valore che a sinistra si è a lungo coltivato, custodito quasi con gelosia. Non è anche il tratto distintivo che Nanni Moretti ha portato, negli anni, al limite paradossale dell'individualismo? Ma lui è un artista, per un politico non è tanto facile. Se sei diverso allora sei fuori dal normale e non puoi vincere, se sei normale allora non ti distingui e non puoi vincere. E si ritorna a Cara ti amo: "Io sono come sono, / Cerca di cambiare / Sono cambiato / Non sei più quello di una volta".
Su differenza e diversità, intanto, lacerazioni apparentemente insanabili si sono aperte in materia di femminismo e di questioni di genere, come se il punto centrale fosse e sia quello di impedire ogni possibile sintesi futura, per sempre. Ognuno per sé, nella sua differenza, con la sua identità senza neanche più un nome con cui distinguerla, amando le minoranze sino a pervenire alla minorità. E il Pd per chi?
Volendo poi entrare nel merito (se poi c'è un merito, e se è questo) andrà notato che l'armocromia è lo studio dei colori più adatti da indossare, date caratteristiche - capelli, occhi, incarnato, che so io - di una singola persona. Al di là delle possibili suggestioni che possono fiorire sul tema dell'armonia (che dal Cinquecento è la virtù ricercata dal politico: la concordia tra chi è diverso) e su quello dei colori (arcobaleno, bandiera della pace, Olimpiadi) non è che avere qualcuno che ti consiglia su come vestirti sia così bizzarro. È anzi difficile che una persona che abbia l'età di Elly Schlein e come lei lavori apparendo in pubblico si vesta a caso. Eh, ma Mattarella; eh, ma Prodi; eh, ma Berlinguer. E così si ritorna a parlare di Togliatti, Stalin e dei titoli dell'Unità del '56. Se vi pare normale.
Questa è Lapsus del 29 aprile 2023, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento