Il suo libro più recente si intitola Abecedario fotografico (Contrasto) e il fotografo Ferdinando Scianna vi dedica un capitolo al talento - la moneta evangelica che è diventata emblema dell'inclinazione personale - ed è interessante che colleghi la virtù individuale e si può dire intima all'apprezzamento del pubblico: “Se il caso ti fa scoprire in soffitta un violino Stradivari, questo non basta a fare di te un grande violinista. Devi comunque imparare a suonarlo, il violino e, se hai quel talento, a farlo così bene che gli altri vengano ad ascoltare i tuoi concerti”.
Oggi troviamo dell'attrazione spettacolare non soltanto nell'esibizione del talento ma anche nell'acquisizione delle tecniche con cui si affina e si esprime al suo meglio: perciò tra gli spettacoli televisivi più significativi vanno annoverati quelli a cui il talento è intitolato. Esempi preclari di talent show sono X Factor e MasterChef, giunti rispettivamente alla diciassettesima (in corso) e alla tredicesima (prevista da dicembre) edizione italiana.
Fra questi due campioni di ascolti vi sono parecchie differenze, una delle quali rilevantissima. X Factor è un medium sensoriale. I talenti in gara si esprimono suonando e cantando; il telespettatore ascolta la musica e vota. Per la anti-intuitiva categoria di Marshall McLuhan si tratta di un medium caldo: è ad alta definizione (si ha una percezione completa di quanto accade) e bassa partecipazione (ma alto coinvolgimento) del pubblico. Non deve cioè aggiungere nulla, non deve immaginarsi nulla, è tutto a sua disposizione ma è coinvolto sensorialmente. Masterchef è al contrario uno show non sensoriale: vediamo cucinare, vediamo le facce dei giudici, ascoltiamo i loro commenti ma naturalmente non possiamo assaggiare i piatti (né votiamo). Sarebbe dunque un medium freddo: a bassa definizione e a basso coinvolgimento del pubblico, pubblico che deve fornire un alto grado di partecipazione immaginativa per poter fantasticare sulle caratteristiche gustative del piatto.
Per vincere X Factor il talento aiuta ma non è necessario e non è certo con esso che possiamo identificare il misterioso "fattore X". Questo è invece la capacità seduttiva nei confronti del pubblico, sin dalle prime edizione espressa con il famoso "non mi arriva" di Simona Ventura. Il lavoro musicale vero e proprio casomai si svolge dopo: infatti vincitori e sconfitti di X Factor devono cercare rispettivamente consacrazione o riscatto con Sanremo, con le graduatorie delle vendite, con lo sbigliettamento nelle tournée.
Per lo stesso motivo lo show di Masterchef richiede una certa dose di enfasi nei giudici, e magari di sadismo nel dileggio, da parte dei giudici-coach.
Il bene primario è la fama. Non si diventa famosi perché si è scalato l'Everest, si scala l'Everest per diventare famosi. Ma dato che sull'Everest sono stati ormai tutti, la fama diventa questione di clic e like. In quanto a McLuhan, il suo motto era "Il medium è il messaggio", poi lo variò con autoironia in "Il medium è il massaggio". Per X Factor si potrà dire che il medium è il missaggio; per Masterchef , invece, il medium è certo l'assaggio.
Questa è Lapsus dell’11 novembre 2023, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento