Il precetto è un ordine, una disposizione d'autorità che non si può violare. La parola deriva dal latino "praecĭpere" ("prae-" "pre-" e "căpere", "prendere"), che significa "prendere prima", "prescrivere, ordinare". In un'Italia passata ma non sepolta le istituzioni fondamentali che facevano incontrare il precetto erano due: una festa e una cartolina, corrispondenti rispettivamente alla chiamata della Chiesa all'altare e quella dello Stato alle armi.v
La cartolina precetto è quella tramite cui le Forze Armate mobilitavano i singoli cittadini, maschi e perciò sottoposti all'obbligo di leva. Riportava la data e il luogo a cui presentarsi per essere arruolati effettivamente ed equipaggiati; per i giovani che siamo stati ha rappresentato un termine.
Pensare alla conradiana linea d'ombra non è del tutto sbagliato ma rischia di annettere romanticismo un evento che non meritava alcuna forma di elevazione. Dalla libertà magari sinora mal goduta e dalla spensieratezza che ne precedeva l'arrivo, la cartolina precetto sprofondava il pupo di mamma in un universo parallelo e quasi allucinatorio, in cui poteva essere insultato personalmente per il solo fatto di essere lì e in cui, non formalmente ma sostanzialmente, erano sospesi i suoi diritti di individuo.
Proprio in questi giorni il ministro della Difesa Guido Crosetto propone la formazione di un esercito di riservisti, quindi la cartolina precetto potrà tornare in uso per richiamare in servizio chi ha già servito lo Stato nelle Forze Armate.
La festa di precetto invece è uno dei dieci giorni dell'anno (oltre alle domeniche) in cui i fedeli sono obbligati ad andare a messa; è parte dei precetti generali della Chiesa Cattolica, come l'obbligo di confessarsi almeno una volta all'anno e comunicarsi almeno a Pasqua.
Non potrebbe essere altrimenti ma suona lo stesso curioso che entrambi i precetti, quello militare e quello spirituale, prevedano l'astensione dal lavoro: come si può essere soldati o devoti continuando a lavorare? Le due cose sono considerata incompatibili.
Nell'Italia di oggi invece il precetto è proprio quello che costringe a lavorare anche chi vorrebbe astenersene, per protesta. Forte il potere di precetto. Bello pensare nei confronti di chi, disponendo di tale potere, lo si eserciterebbe volentieri.
Questa è Lapsus del 19 novembre, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento