Breaking news

Papa Francesco è morto nella foto le sua visita Lampedusa Palermo 21/4/ 2025 Foto Igor Petyx
Papa Francesco è morto nella foto le sua visita Lampedusa Palermo 21/4/ 2025 Foto Igor Petyx 
2 minuti di lettura

Come si traduce "breaking news" ? Normalmente in italiano si dice "Ultim'ora", ma non è una gran trovata: altro che ore, è in termini di seconda che i media si disputano il primato nella pubblicazione. Nel gergo giornalistico italiano si usano anche "ultime notizie", o "ultimissime", al plurale e genericamente. Ma come distinguere da tutte le altre quella notizia che è una, una sola, ed è anche dirompente? L'espressione inglese sa significarlo; qualsiasi corrispondente italiana, no. La mattina di Pasquetta il raccoglitore di lapsus è passato davanti al suo computer da cui si era allontanato pochi minuti prima. In evidenza era la finestra del sito di Repubblica, ma ora si era aggiunta la banda rossa con cui si usa annunciare una notizia appena arrivata (appunto un'"ultim'ora"), in attesa che sia pronta la pagina che la racconta più distesamente. Con distratta curiosità si è avvicinato allo schermo e ha letto le parole "Papa Francesco è morto" (citazione non letterale). Era sveglio da ore e aveva già lavorato, quindi non è stato per intorpidimento cognitivo che gli è servito qualche momento in più del sensato per comprendere appieno la notizia e la sua rilevanza.Non era soltanto un'ultim'ora, quella: era una vera e propria breaking news. Ma nei siti e nei canali tv di informazione, queste notizie vengono date tutte con la stessa forma grafica e dimensione dei caratteri; nei momenti (benedetti) in cui non succede molto questo canale viene impiegato per notizie come "Città d'arte prese d'assalto" o "Incidente auto nel Bellunese". Il raccoglitore di lapsus ha studiato al Dams e allora si chiede se questa non sia la definitiva morte dell'Uomo Tipografico di Marshall McLuhan. Prima ancora che dal significato delle parole la rilevanza della notizia veniva percepita per quella che al Dams insegnano chiamarsi la "sostanza dell'espressione". Titoli di scatola, colore dell'inchiostro, ingombri eccezionali: "È MORTO", nell'edizione straordinaria dell'Unità, nel pomeriggio dell'11 giugno 1984, per Enrico Berlinguer. O, anni prima: "ARRESTATO UGO TOGNAZZI. È IL CAPO DELLE BR" nel Paese Sera contraffatto dal Male il 3 maggio 1979.Oggi è evidente, pensa il lapsologo: abbiamo un problema di elaborazione dell'enfasi e questo non riguarda tanto la morte di un Papa quanto gli incidenti d'auto nel Bellunese. Perché dare un'evidenza di grado assoluto a eventi che hanno un'importanza soltanto relativa, molto relativa? Con tutto il rispetto per gli incidenti d'auto nel Bellunese, è ovvio (lo insegnava la favola antica) che a gridare "Al lupo!" si ottiene attenzione anche se l'asserito lupo si scoprirà essere in effetti un criceto. Il problema nasce quella volta che il lupo è davvero un lupo e nessuno avrà più dato credibilità alla fonte. La risposta del sistema mediale pare essere quella di inventare sempre nuovi modi di allarmare, ed è per questo che dopo le tredici del 25 aprile tutti gli smartphone presenti a Roma all'interno del Raccordo Anulare, si dice un paio di milioni, hanno ululato all'unisono lo stesso avviso sonoro, generando inedito sconcerto. La Protezione Civile aveva deciso di impiegare il sistema approntato per le grandi emergenze IT ALERT per dare un avviso di interesse non così generale: il divieto di accesso a San Pietro era stato anticipato di un'ora. Come sparare una cannonata per avvisare la famiglia che è pronto a tavola. Assieme a quello dell'Uomo Tipografico si deve anche constatare il decesso del Contesto. Le avvisaglie erano già numerosissime, ma una prova ulteriore si è aggiunta a proposito della cronaca con cui il critico televisivo di Repubblica Antonio Dipollina ha riferito come su RaiUno la notizia del lutto in Vaticano sia stata data da una giornalista neanche truccata. Forse inevitabilmente, questa è stata commentata sui social come annotazione sessista: muore il Papa e i media guardano alla toilette delle giornaliste. A un giornalista non sarebbero mai stati fatti appunti sull'appropriatezza dell'acconciatura e dell'outfit. Come pareva invece evidente, e incontestabile, l'annotazione sul maquillage era pertinente al carattere totalmente inatteso della notizia e all'impreparazione con cui la si era dovuta dare. Fosse toccato un uomo privo di cravatta o mal pettinato - o con altro segno del modo trafelato con cui era dovuto andare davanti alla telecamera - sarebbe stato altrettanto pertinente riferirlo e lo si sarebbe infatti riferito. Era una notizia dirompente e non ha lasciato il tempo di prepararsi a darla secondo protocolli.

Questa è Lapsus del 27 aprile 2025, la rubrica di Stefano Bartezzaghi sulle parole del momento

I commenti dei lettori