MILANO – In un Paese che invecchia sempre di più e con sempre meno bambini che nascono, il welfare guadagna sempre più importanza. Non solo nella sua dimensione pubblica ma anche attraverso tutti gli attori in campo, dal terzo settore alle imprese. Questo il tema del nuovo A&F Live che si è svolto oggi a Milano in Triennale a partire dalle 10. Tra gli ospiti il direttore di Caritas Italia Don Marco Pagniello, Vincenzo Caridi, dirigente del ministero del Lavoro con un lungo trascorso in Inps, e i rappresentanti delle aziende più impegnate su questo fronte.
Centri estivi, volontariato pagato e pacchetti azionari: le esperienze di Banco Bpm e Fiera Milano
“1500 figli dei nostri dipendenti hanno avuto accesso ai campi estivi”, e “5000 persone in quest’anno hanno fatto volontariato pagato dall’azienda”, dice Roberto Speziotto di Banco Bpm ricordando due delle tante misure welfare messe in campo dalla banca. Francesco Conci di Fiera Milano si è soffermato invece sul pacchetto di azioni destinato i dipendenti: “Abbiamo deliberato un Piano di azionariato diffuso, dura 4 anni e prevede erogazione gratuita di 2000 euro in azioni”.
Le ricette di Mundys e Rekeep
“Smart working, flessibilità, disconnessione fino a 3 ore per impegni personali, lavoro per obiettivi”, sono alcune delle misure messe in campo in tema di Welfare da Mundys, come spiegato da Maria Sole Aliotta. Linda Navelli di Rekeep ha invece illustrato le caratteristiche di Rekeep care. “Abbiamo assegnato oltre 2 milioni di euro in borse di studio e abbiamo raggiunto quasi 2000 dipendenti”, ha detto Navelli ricordando una delle iniziative principali.
Terna e A2A, le risposte delle aziende in tema di Welfare
“Le persone oggi sono l’asse principale delle aziende”, dice Daniele Amati, capo delle risorse umane di Terna ricordando che lo strumento prncipale è il” lavoro sulla cultura aziendale” . “Il dipendente è il primo responsabile di quello che gli accade” e i “capi devono essere fattori abilitanti”, ha aggiunto. Mauro Ghilardi, Chief People and Transformation Officer, ha invece tracciato la strategia di A2A che si muovo lungo tre direttrici: Ascoltare, coinvolgere e dare servizi diversi rispetto all’amabito stretto delle competenze”.
In Italia 910 euro di spesa media, in crescita: “Ma serve stabilizzazione”
“Il portafoglio welfare a disposizione dei lavoratori si asseta su 910 euro medi, in lieve calo sl 2022, in aumento sul 2021 quando si registrava 850 euro”, evidenzia Giulio Siniscalco di Edenred. “Tutto il mondo del welfare registra una importante evoluzione”, coinvolgendo ora anche le pmi non solo le grandi. “Manca un’opera di stabilizzazione” per rendere strutturali queste misure “aiutando le aziende a pianificare gli investimenti”. Antonio De Poli di Generali ha invece rimarcarto ruolo fondamentale dell’investmiento previdenziale “È importante pensare da giovane ai bisogni di assistenza che si avrà da anziani”, ha detto. Per fare un ulteriore salto di qualità – ha detto invece Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa, “tra le novità che ci aspettiamo c’è la conferma di 1000 euro e 2000 per un triennio”. Secondo Massagli “è un buon segnale, perché questa soglia continuava a variare” “Da tempo chiediamo di strutturare questa norma nel TUIR. Chiediamo di strutturare i 1000 come cifra definitiva”.
Caridi: “Con il Supporto formazione lavoro 40 mila persone hanno trovato un impiego, con reddito di cittadinanza solo mille”
L’assegno di inclusione – ha detto Caridi - oggi copre circa 600 mila nuclei familiari, il supporto formazione lavoro viene erogato a circa 80 mila persone. “Il reddito di cittadinanza non ha avuto attuazione completa dal lato delle politiche attive”, il supporto formazione lavoro prova a dare una risposta. Basti pensare, ha detto Cardi, che “solo mille persone hanno trovato lavoro tra i percettori del reddito di cittadinanza”, mentre oper quanto riguarda il Supporto Formazione Lavoro “oggi siamo a 40 mila persone che hanno trovato lavoro”
Caridi: “Al lavoro con il ministero dell’Istruzione attraverso l’AI per individuare i Neet e offrire progetti di informazione”
Per Caridi “lavorare sui Neet sarebbe molto importante, in Italia sono il 25% contro una media dell’11%”. Per fare scendere questo dato- dice Caridi - non c’è una sola risposta. “Stiamo lavorando con il Ministero dell’Istruzione anche grazie all’AI per individuare questi soggetti. Stiamo mettendo insieme un progetto chiamato progetto Neet allo scopo di individuare questa persone per individuare progetti di formazione”, ha detto Caridi ricordando che oggi c’è “un enorme mismatch” tra offerta e domanda di lavoro.
Caridi: “Fondamentale rafforzare la previdenza complementare ma serve trasparenza”
Per la sostenibilità del welfare, ricorda Vincenzo Caridi, è fondamentale lavorare sul rafforzamento del secondo pilastro, cioè sulla previdenza complementare. “Oggi alla previdenza complementare aderiscono meno del 30% dei lavoratori tra i dipendenti, e tra quelli con reddito basso non raggiunge il 15%”. Un provvedimento come quello sul silenzio assenso “potrebbe sicuramente favorire l’apporto di risorse alla previdenza complementare ma non basta”. Occorre che sulla previdenza complementare ci sia trasparenza
Pagniello: “Manca un piano strategico di lotta alla povertà, i bonus non bastano”
Secondo Pagniello “manca un piano strategico di lotta alla povertà, manca una visione”. Secondo Pagniello la risposta fornita attraverso i bonus “non ha portato alcun miglioramento sostanziale”. “C’è un grosso tema di disuguaglianza”, ha detto ricordando che “sono soprattutto le famiglie italiane che si rivolgono a noi”
Pagniello: “Assegno di inclusione non basta, serve maggior accompagnamento”
Secondo Pagniello il nuovo assegno di inclusione promosso da questo governo non risolve pienamente il tema di contrasto alla povertà. “Non si può pretendere che una persona che fino a ieri dormiva su una panchina in sei mesi trovi un lavoro.”, ha detto Pagniello sottolineando che il reddito di cittadinanza come era formulato prima “era un sostegno importante”. “Non abbiamo mai detto che le persone devono essere soltanto assistite, però non in questo modo chiediamo maggior tempo e maggior accompagnamento”
Pagniello: “Ci preoccupa l’aumento del lavoro povero”
“La povertà materiale si unisce sempre di più a quella educativa”, dice Don Marco Pagniello. Tante risorse – dice Pagniello - arrivano dalle diocesi, che rispondono a una povertà più materiale. “Per noi la carità non è soltanto elemosina ma anche promozione umana. Vogliamo aiutare le persone a vivere dignitosamente” “Un altro dato che ci proeccupa – aggiunge -è il dato del lavoro povero. Sono in aumento le persone che nonostante un lavoro chiedono il nostro aiuto”.