“La più grande minaccia al nostro Pianeta è la convinzione che lo salverà qualcun altro”, sosteneva il noto ambientalista ed esploratore polare Robert Swan. Un’idea che sembra ormai oggi superata, non solo tra i consumatori, ma anche tra le imprese che si mostrano sempre più impegnate per ridurre l’impatto delle proprie attività sul Pianeta attraverso molteplici strade, dall’utilizzo di materiali riciclabili all’uso di fonti di energia rinnovabile, fino all’adozione di modelli di economia circolare. È il caso di Conserve Italia, consorzio cooperativo che si occupa della conservazione e commercializzazione di frutta e vegetali. Fondato nel 1976, il consorzio (che lo scorso anno ha realizzato un giro d’affari di 900 milioni di euro) è all’apice di una filiera agricola che conta 14 mila produttori e 40 cooperative agricole di primo grado ed è molto attivo sui mercati internazionali, dove è presente con i suoi prodotti in 85 Paesi, con marchi storici come Valfrutta, Cirio, Yoga, Jolly Colombani e Derby Blue.
L’azienda, che ha presentato il primo bilancio sociale già nel 2004, ha tra gli obiettivi la tutela delle risorse ambientali necessarie per la coltivazione. Grazie alla collaborazione con le università di Milano e di Genova fa un uso smart della tecnologia facendo leva su un sistema di verifica attraverso dati satellitari dello stato delle colture, modulando l’uso di fertilizzanti e di acqua in base alle effettive necessità. Le iniziative green non finiscono qui. Per tutti gli impianti industriali viene infatti utilizzata anche energia pulita, proveniente da scarti di produzione, oltre che da fotovoltaico, eolico e fonti idroelettriche.
Gli scarti di produzione vengono poi reimpiegati per le produzioni zootecniche e per altre colture in ottica di economia circolare (oltre 50 mila tonnellate l’anno). Anche il confezionamento è orientato alla sostenibilità: è stata ridotta di oltre 600 tonnellate annue la quantità di plastica utilizzata negli imballaggi di confezionamento e la carta proviene per oltre il 50% da riciclo, per non causare nuova deforestazione. Un impegno green che abbraccia anche i nuovi prodotti in vetro costituiti per l’80% da materiale riciclato. Infine, la logistica sfrutta l’intermodalità in modo da minimizzare l’impatto sull’ambiente: oltre il 20% della produzione è distribuito via treno, scelta che ha permesso di ridurre di 5 mila camion la flotta aziendale, con un notevole risparmio in termini di emissioni inquinanti (tre milioni di Kg in CO2).