L'olio Zucchi conquista New York

L'olio Zucchi conquista New York

Oltre due secoli di storia all’insegna dell’olio. La società ha da poco aperto nella prestigiosa Times Square
 

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L’ultima novità è l’apertura di una filiale a New York, a Times Square, attraverso la quale Oleificio Zucchi punta a consolidare la presenza in quello che è il suo primo mercato per l’export. L’iniziativa dell’azienda olearia cremonese è stata affidata alla regia di Franco Denari, manager di grande esperienza nello sviluppo del made in Italy all’estero, che avrà il compito di far crescere la cultura gastronomica e nutrizionale negli States, puntando su ristorazione e retail, con una progressiva estensione dell’offerta sui canali digitali. In particolare, sul fronte del retail la società punta su un ampliamento della distribuzione su scala nazionale, consolidando i rapporti già esistenti con importanti partner e sul presidio progressivo dei singoli Stati americani, creando collaborazioni con i distributori locali. 

Oltre due secoli di storia

Il numero che accompagna il nome aziendale statunitense, Zucchi 1810, sta a indicare l’anno di fondazione dell’azienda in Italia, partita come attività artigianale a conduzione familiare dedita all’estrazione di olio da semi per uso alimentare. Quindi lo sviluppo guidato dalla famiglia Zucchi è stato in chiave industriale, tanto da arrivare a realizzare uno stabilimento da 110 mila metri quadri, con l’affiancamento anche della linea dedicata all’olio d’oliva. Oggi la divisione consumer produce e distribuisce oli da olive e da semi sia a marchio proprio – principalmente con il brand Zucchi – sia a marchio privato, mentre la divisione bulk fornisce oli sfusi per l’industria alimentare.

Oleificio Zucchi ha dato vita al primo disciplinare di certificazione di sostenibilità dell’intera filiera dell’olio extra vergine da olive (DTP 125), garantita da Csqa. Viene assicurata così per i suoi oli da olive certificati, in Italia e in Europa, una filiera di eccellenza, trasparente e tracciabile in ogni passaggio, fondata sul rispetto per l'ambiente, sul giusto riconoscimento economico del lavoro e sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Lo scorso anno l’oleificio ha registrato un fatturato di 194,5 milioni di euro quasi equamente divisi tra le due divisioni, con le vendite estere arrivate a valere il 36,5% del totale.

Cultura del prodotto

“Siamo da sempre in prima linea nella diffusione di una nuova cultura dell’olio attenta, consapevole e creativa, fondata su principi sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale, economico e nutrizionale”, racconta l’ad Alessia Zucchi. “Solo dedicando importanza a tutti questi aspetti è possibile, a nostro avviso, creare un reale valore per il comparto e il consumatore”.

Quanto al futuro, annuncia nuovi investimenti in campo tecnologico e industriale, “per garantire al consumatore prodotti sicuri e controllati, caratterizzati da trasparenza e qualità. Per il 2021”, conclude, “abbiamo in programma la conclusione del nostro impianto di trigenerazione ed altri interventi relativi alla riduzione degli impatti ambientali, come il progetto Green Steps dedicato alla gestione degli imballaggi”.