Il gaming è la nuova frontiera dell’intrattenimento perché, attraverso il gioco, favorisce la socializzazione alimentando anche il dialogo fra generazioni. Leggi: soprattutto fra i giovani e le loro famiglie il che, in tempi di pandemia e confinamento, non è poco. Ne sa qualcosa Luca Pagano che quattro anni fa ha fondato Qlash, una società internazionale che si è conquistata un posto al sole negli esport in Italia e non solo. "Sono sempre stato un patito di tecnologie e di Commodore 64 e, grazie a mio padre, ho imparato a organizzare eventi ludici come tornei di scacchi e backgammon. Poi cinque anni fa la folgorazione, quando ho visto in Svezia valanghe di ragazzini partecipare a festival di video giochi con computer in mano e accompagnati dai genitori: è da lì che è nato Qlash".
Parliamo di una florida realtà di e-sport basata in Veneto e in crescita esponenziale da ben tre anni: oggi Qlash corre veloce, dallo stivale alla Spagna, con il Messico e il Sud America nel mirino e 122 giocatori professionisti nel suo team. "La pandemia ha prodotto un ribaltamento nella percezione delle dinamiche sociali e io ne ho preso atto da subito - spiega Pagano -. L’impatto sociale degli e-sport è infatti poderoso: unisce ragazzi di tutte le classi sociali e di tutte le etnie abbattendo le barriere razziali e di genere, perfino quelle religiose. Inoltre fa bene al corpo perché richiede allenamento e concentrazione e facilita la connessione fra le persone sottraendo i ragazzi da sacche di emarginazione e malavita in tutto il mondo, abituandoli a scelte critiche per formare i manager del futuro. La nostra finalità è anche educativa".
Con Educational Lab, Qlash entra nelle scuole per insegnare ai ragazzi come gestire i videogiochi e magari anche nuovi mestieri come l’organizzatore di tornei. Un modello globale che, complice la banda larga, oggi é esportato anche in Egitto, Russia, Ucraina e soprattutto Spagna. Qui, a Valencia, nel 2019 Pagano ha aperto una nuova sede che affianca la Qlash House di Treviso, una struttura di 2.500 metri quadrati che ospita una palestra attrezzata di tutto punto: camere da letto, zona relax, sale adibite al gioco e all’allenamento e quant’altro occorra a prepararsi per lunghe maratone di giochi virtuali.
"Gli sport digitali sono il futuro anche perché mobilitano investimenti notevoli soprattutto nel mondo del calcio. Noi, per esempio, partecipiamo al campionato di calcio virtuale eSerie A Fifa 2021 con la squadra AQM, nata dalla partnership tra AC Milan e Qlash. I nostri giocatori di punta sono campioni come Paolo Cannone, Fabio Denuzzo e Diego Campagnani, tutti poco più che ventenni. A parte il calcio, che è il nostro cavallo di battaglia, in rete si possono replicare anche tennis, sci e golf". La febbre da videogiochi e da sport virtuali è una miniera d’oro che nel 2020 ha generato un business di 175 miliardi di dollari, ma si stima che nel 2023 possa raggiungere quota 200 miliardi, attirando ben tre miliardi di giocatori, di cui il 30% composto da donne.