Gymnasio, quando il robot mostra i muscoli

Consente di monitorare la qualità del proprio allenamento da remoto entro le mura domestiche o al massimo in uno spazio aperto come un parco
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Anche un robot può diventare personal trainer. La controversa invenzione si deve a un gruppo di giovani ingegneri che lo scorso anno, in pieno lockdown, hanno fondato la start up Gymnasio. Dopo una serie di esperimenti e ricerche condotte sotto l’egida dell’alta scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e Torino che ha premiato i loro studi scientifici,  hanno lanciato anche grazie all’azienda Reply, la prima a credere in loro, una macchina ingegnosa che consente di monitorare la qualità del proprio allenamento da remoto entro le mura domestiche o al massimo in uno spazio aperto come un parco.

"Sia chiaro che non vogliamo assolutamente rimpiazzare i personal trainer, che anzi si avvalgono delle prestazioni dei nostri device per ottimizzare il programma del fitness in casa dei propri clienti" spiega Giuseppe Pastore, alla guida del team di ricercatori che hanno creato la macchina. E aggiunge: "Si tratta semplicemente di una stereocamera che cattura le dimensioni e la profondità del corpo della persona interessata riproducendone le fattezze in 3D. Il nostro tool è molto maneggevole ed è portatile, consiste in un cubo che misura 10 per 10 cm. e che quindi occupa pochissimo spazio, ma con un campo visivo ampio che gli permette di vedere i nostri esercizi anche a distanza di un metro da noi, si usa prettamente per ginnastica a corpo libero e per lo yoga e quando si sbaglia un esercizio si accende una luce rossa che segnala una performance scorretta potenzialmente dannosa per il nostro corpo e così consente di aggiustare il tiro visualizzando le parti anatomiche danneggiate dal nostro errore".

Il problema è l’empatia e la socializzazione: "Già prima della pandemia l’home fitness era in voga soprattutto nei paesi europei nordici come l’Olanda e in America dove però macchine come le nostre costano moltissimo: chiaramente noi ci rivolgiamo a chi è abbastanza tecnologico e non ha voglia di andare in palestra". Per Emanuele Tornaboni, che a Roma gestisce tre palestre col pedigree frequentate da vip - fra cui il Centro Due Ponti - non è il caso di preoccuparsi: "C‘è spazio per tutti, soprattutto quando le idee vengono attuate con serietà e intelligenza, non temo le innovazioni, anzi".

Un po' più scettico l’atleta Piero Nocerino, al timone della palestra Perfect Gym di Cesena che riapre dal 24 maggio: "Una sala pesi non si può sostituire con una macchina, seppur intelligente e innovativa: il fattore umano vince sempre sulla cibernetica e dopo il distanziamento da Covid parlare di allenamento in casa francamente mi pare fuori luogo". Gli fa eco Giampiero Guglielmi presidente Anpals e portavoce delle palestre dello stivale che presto saranno sottoposte a una riforma nella disciplina legale dei rapporti contrattuali con il personale: "Non ho pregiudizi nei confronti della tecnologia ma se uno non ha uno stimolo psicologico ad allenarsi non lo farà mai e non lo farà bene: il confronto con gli altri e la possibilità di socializzare sono driver insostituibili di qualunque attività fisica, e poi come si fa ad allenarsi senza attrezzi che costano a una palestra circa 200.000 euro? Gymnasio va bene per due settimane, massimo un mese, ma poi ci si stufa e si ha voglia di andare in un centro sportivo, le pare?".