La ripresa passa anche per la parità di genere

La ripresa passa anche per la parità di genere
Importante la riforma del Family Act incentrata sulle nuove misure a sostegno delle famiglie, per la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e per il sostegno dei giovani
2 minuti di lettura

Criticare il Pnrr per "partito preso" e giudicare come residuale l'impegno di governo, soprattutto sui temi della parità di genere, vuol dire non comprendere che le donne e le nuove generazioni sono al centro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che recentemente ha visto convertito in legge il relativo Dl 59/21 per istituire il Fondo nazionale per gli investimenti complementari, che vedrà convergere risorse nazionali e risorse comunitarie.

In particolare, alle misure contenute a favore delle donne e delle famiglie è direttamente connessa la riforma del Family Act, incentrata sulle nuove misure a sostegno delle famiglie, per la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e per il sostegno dei giovani.

Non guardare con obiettività alle nuove misure di equità fiscale (come le agevolazioni sulle rette di asili nido e scuole dell'infanzia) e per la promozione della partecipazione al lavoro di donne  e giovani (come le agevolazioni fiscali per l'affitto della prima casa o per l'affitto ove vi siano figli iscritti all'Università) vuol dire quindi fare della demagogia a scapito di uno sforzo evidente di cambiare il Paese agendo sul Pnrr trasversalmente in tutte le sei missioni che lo compongono.

Questo enorme passo avanti fatto dall'Italia nel confrontarsi finalmente in un'ottica di investimento nelle politiche sociali, unendo l'impegno riformistico dei servizi alla famiglia e per l'occupazione femminile e giovanile, segna un avvicinamento a Paesi come la Francia, prima di tutto, e poi Spagna e Portogallo, che negli ultimi dieci anni hanno trovato quell'intesa bipartisan necessaria a recuperare terreno sui tanti, troppi "gap" di genere che permangono nel nostro Paese. Da quello occupazionale (in Italia al 48,6% rispetto al 62,4% in Europa), a quello salariale (che sfiora nel settore privato il 20%, arrivando a punte del 35-40% per le professioniste over40).

 

Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation
Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation 

 

L'aggavamento delle disuguaglianze di genere esistenti ha portato così a un crisma di urgenza nel trasformare la crisi del Covid-19 in un'opportunità per costruire società più eguali al genere. E dal Generation Equality Forum, organizzato da UN Women, con Francia e Messico in collaborazione con la società civile, abbiamo assistito al primo incontro femminista globale dopo la crisi. Dove Stati, società civile e settore privato, con oltre 50mila delegati e 40 miliardi raccolti, hanno firmato un impegno per adottare soluzioni concrete per promuovere l'uguaglianza di genere nei prossimi cinque anni.

Il governo Draghi, con i Ministeri coinvolti nella piena applicazione del Pnrr, potranno fare un lavoro egregio sulla parità di genere e per le nuove generazioni, perché le misure che saranno intraprese permetteranno un'accelerazione su un processo irreversibile di cambiamento culturale in atto, dove il welfare sociale torna al centro di un imponente impegno europeo. E non solo per promuovere quelle opportunità per uomini e donne di recuperare un proprio ruolo sociale nel mondo del lavoro, che si traducono in libertà economica, sicurezza e dignità umana: ovvero come riappropriarci dei nostri valori costituzionali.

*presidente Global Thinking Foundation