IA, la rivoluzione tocca anche le assicurazioni

IA, la rivoluzione tocca anche le assicurazioni

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale si estendono dai chatbot e dalla prevenzione frodi fino alla personalizzazione dei prodotti

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Nei primi sei mesi del 2024 nove su dieci tra banche e assicurazioni in Italia hanno investito in startup che sviluppano soluzioni di intelligenza artificiale (Ia). Secondo le stime di Italian Insurtech Association, il 2024 segnerà un anno record per quanto riguarda gli investimenti in insurtech da parte del mercato. Entro fine anno saranno investiti in soluzioni di intelligenza artificiale circa 50 milioni di euro, che potrebbero arrivare a 90 milioni entro il 2025. L’IA, infatti, sta rivoluzionando anche questo settore, spingendosi oltre i chatbot e gli assistenti virtuali per entrare nel cuore del business: dalla valutazione dei rischi al calcolo dei premi, dalla prevenzione delle frodi alla personalizzazione delle polizze. Gli esempi non mancano: Generali ha iniziato a utilizzarla per valutare i danni ai veicoli, UnipolSai ha implementato un sistema di prevenzione delle frodi basato sull’intelligenza artificiale, mentre Axa Italia sfrutta l’IA per personalizzare l’offerta di protezione.

La ricaduta delle soluzioni di Ia generativa riguarda principalmente la gestione del rischio, ma la potenzialità di questi strumenti permette anche di migliorare il pricing delle polizze, che si basa su un calcolo delle probabilità. Grazie all’analisi dei dati sarà possibile fare stime molto più precise di quelle fatte fino a ora e di fornire valutazioni molto più attinenti sulla copertura di un rischio e sul relativo premio. “È ancora presto per parlare di polizze su misura, ma possiamo già parlare di polizze tarate su stime precise”, commenta Filippo Maria Renga, direttore dell’Osservatorio Fintech e insurtech del Politecnico di Milano.

Se il fintech lentamente ma inesorabilmente ha preso piede nel settore finanziario, l’insurtech ha sempre inseguito da lontano. Oggi il settore sta finalmente attraversando una fase di maturazione, segnata dal passaggio da una fase esplorativa a una di più stretta collaborazione tra startup e compagnie. Secondo Renga “siamo in una fase più matura dell’ecosistema Insurtech, che viene confermata anche dai risultati del nostro Index, dove vediamo che c’è stato un incremento degli investimenti delle compagnie assicurative in progetti interni, ma anche in imprese e startup del settore”.

Grafico a cura di Silvano Di Meo
Grafico a cura di Silvano Di Meo 

Uno dei dati fondamentali rilevati dal nuovo Index è l’aumento dell’80% delle partnership tra assicurazioni e aziende insurtech rispetto all’anno precedente, a dimostrazione di una convergenza tra il “vecchio” e il “nuovo” in un’ottica di crescita reciproca. Nel 2023 si è assistito a 45 partnership tra compagnie e startup insurtech, con un aumento dell’80% rispetto all’anno precedente. A questo dato si aggiungono i progetti interni delle compagnie che hanno totalizzato investimenti per 44,8 milioni, +89% rispetto 23,7 milioni del 2022. A oggi, però gli strumenti di Ia maggiormente utilizzati dalle compagnie sono ancora le chat automatiche: “ChatGpt ha democratizzato l’uso dell’IA. È vero che i tool più usati oggi dalle assicurazioni sono ancora gli assistenti virtuali, una tecnologia che può essere definita quasi superata, ma oggi si stanno sviluppando soluzioni basate su machine learning e analisi predittiva per sviluppare nuovi prodotti in ambito gestione del rischio, che è la parte più core business per le assicurazioni”, dice Renga.

Grafico a cura di Silvano Di Meo
Grafico a cura di Silvano Di Meo 

“Dopo anni di sperimentazione – aggiunge Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian Insurtech association - stiamo entrando in una fase di consolidamento delle tecnologie digitali nel settore assicurativo, anche grazie all’adozione delle Ia generative. Secondo le nostre stime, entro il 2030 il 55% delle polizze assicurative emesse vedrà almeno una componente di IA. Gli investimenti continueranno a crescere confocus sulla creazione di competenze, indispensabile per innovare il settore. La centralità di questi investimenti arriverà dalle compagnie assicurative, e da alcuni broker, che stanno diventando sempre più il centro della propulsione innovativa di questo comparto”.

Tra le applicazioni concrete già in essere rilevate dall’Osservatorio, UnipolSai ha implementato un sistema basato su Ia che analizza i dati delle richieste di risarcimento per identificare quelle sospette. Allianz Italia ha puntato sul miglioramento del servizio clienti con il chatbot Allie, in grado di rispondere a domande frequenti e fornire supporto 24/7, mentre Reale Mutua ha adottato soluzioni di manutenzione predittiva per le attrezzature assicurate, utilizzando l’Ia per monitorare e prevedere guasti. È interessante anche il caso di Wide Broker Market, che ha realizzato un applicativo di IA basato su machine learning semantico e large language model. Il sistema elabora una prima risoluzione per le richieste che pervengono alla compagnia, che viene poi valutata dall’assicuratore. Un’innovazione che ha portato a un aumento del 40% nelle operation del gruppo, con prospettive di ulteriore crescita nei prossimi mesi.

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