Come riparare il vaso di Pandora

Come riparare il vaso di Pandora

L’etimo della parola greca da cui proviene contiene due termini quanto mai importanti oggi per noi tutti: philia, “amore” e anthropos, “uomo”

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Filantropia è una parola che possiede un indubbio sapore ottocentesco, evoca le pagine di Charles Dickens, qualcosa che appartiene a un ricordo del passato, con luci e ombre. Eppure, l’etimo della parola greca da cui proviene contiene due termini quanto mai importanti oggi per noi tutti: philia, “amore” e anthropos, “uomo”. Amore dell’uomo, che noi abbiamo imparato a tradurre in un’espressione in apparenza più astratta, ma anch’essa quanto mai necessaria ora: amore per l’umanità. Possiamo pensare che un’esperienza storica vicina a noi, come quella di Adriano Olivetti negli anni Cinquanta del Novecento, sia stata ispirata a questa sorta di slancio, nel suo caso verso le donne e gli uomini che lavoravano nella sua industria. Olivetti, un filantropo razionale. Oggi tutto quello che facciamo sembra soggetto a un ritmo e una velocità sempre crescenti, ma esistono espressioni concrete d’amore per l’umanità che usano un passo più lento, che non sono necessariamente istantanee, che percepiscono in modo diverso la contemporaneità. Si parla sempre più di trasformare la beneficenza d’impulso, cioè l’intervento concreto in una data situazione, in qualcosa di differente, che guarda non all’immediato, bensì al futuro. Le imprese industriali più accorte hanno scelto di volgere il loro intervento verso forme strategiche che tengono conto della catena lunga della propria attività. Si usa l’espressione di “mecenatismo strategico”, dove il termine indica un progetto a lunga scadenza, una pianificazione temporale per raggiungere uno scopo non ravvicinato.

Il termine che entra a far parte di quella strategia è “impatto”: l’effetto di ciò che facciamo su chi verrà dopo di noi. Se Adriano Olivetti aveva messo al centro l’idea di cambiare nel breve periodo la condizione delle sue maestranze, dagli operai agli impiegati e ai dirigenti, includendo in questo anche i destinatari dei prodotti che uscivano dalle fabbriche, oggi la responsabilità sociale dell’impresa riguarda un numero più ampio di persone includendo coloro che con un termine inglese, stakeholder, sono i “portatori di interesse”, in altre parole i soggetti interni o esterni che sono influenzati dall’attività e dagli obiettivi d’ogni singola azienda. Una simile attenzione ha una portata ben più vasta rispetto al passato, anche recente. In questo senso possiamo immaginare l’idea di una restituzione a rilascio lento, un modo per prolungare la propria catena d’azione in tempi e modi che non sono definiti dalle cronologie istantanee della comunicazione. Al mecenatismo e alla filantropia di oggi serve una fiducia nel futuro che ci sembra mancare ogni giorno di più. Una volta che Pandora aprì incautamente il vaso donatole da Zeus, come racconta Esiodo, lasciando uscire tutti i mali che potevano affliggere l’umanità, sul fondo rimase in attesa la Speranza.

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