Se è vero che le aziende investono sempre più nell’intelligenza artificiale, allo stesso tempo permane una certa difficoltà nel preparare i dipendenti all’uso di questa tecnologia. Un divario messo in evidenza da un nuovo studio di Accenture, denominato “Talent Reinventors: Delivering Value with and for People”, secondo cui attualmente solo il 19% dei lavoratori ritiene di avere sufficienti competenze per lavorare con l’IA. Questo dato influenza notevolmente la capacità delle imprese di generare valore con l’intelligenza artificiale.
La ricerca mostra come l’86% di organizzazioni investe in IA, ma solo il 43% di queste sta mettendo i propri dipendenti in condizione di utilizzarla in modo efficace. Una delle conseguenze è la fatica nel valorizzare i talenti interni, con il 70% delle imprese che continua a fare affidamento su assunzioni esterne e allo stesso tempo il 45% dei dipendenti che non riesce a individuare opportunità di crescita. In questa prospettiva, Accenture individua un gruppo ristretto di aziende particolarmente virtuose nell’adozione dell’intelligenza artificiale: sono le cosiddette “Talent Reinventors”, pari al 18% delle imprese organizzate.
“Il dato più significativo che emerge dallo studio è che solo il 18% delle aziende riesce oggi a trasformare gli investimenti in intelligenza artificiale in valore concreto”, spiega Roberta Marracino, talent lead di Accenture Italia. “Questo dimostra che la vera sfida per la leadership non è solo tecnologica, ma organizzativa: riguarda il modo in cui le aziende ripensano il lavoro, sviluppano nuove competenze e guidano la trasformazione che non può essere vista come un programma con un inizio e una fine ma una reinvenzione continua. Le organizzazioni che otterranno risultati sono quelle che integreranno l’IA nel cuore dei processi e investiranno nelle persone con la stessa ambizione con cui investono nella tecnologia”.
Le Talent Reinventors adottano l’IA a livello strutturale, integrandola nei processi chiave, e contemporaneamente insistono sul continuo sviluppo delle competenze della forza lavoro. In questo modo, sono 7,2 volte più propense ad assumere dall’interno e 16,5 volte più propense a monitorare le competenze presenti in azienda, riuscendo così a riallocare più rapidamente i dipendenti. Rispetto alle altre organizzazioni, questo approccio porta netti miglioramenti nella cultura aziendale, nell’esperienza dei dipendenti e nell’adattabilità della forza lavoro, oltre a una generale crescita di ricavi (1,8%) e profitti (1,4%) nel 2025.