Il sistema bancario si interroga da diverso tempo sui futuri modelli di business per continuare ad essere competitivo e in grado di proporre ed erogare prodotti e servizi finanziari ai consumatori, tenendo conto delle novità introdotte dalle disposizioni della PSD2.
Il recepimento della direttiva europea, pur obbligando a offrire servizi tramite API, non ne limita l’offerta effettiva, generando quindi concrete possibilità strategiche per le banche e prospettando l’affermarsi di un ecosistema competitivo sempre più ampio, composto da attori e prestatori di servizi finanziari che, almeno sulla carta, offrono user experiences innovative. In un ecosistema maturo e stabile da un punto di vista regolamentare infatti, un’istituzione finanziaria ha la possibilità di integrare servizi offerti da terze parti all’interno della propria catena del valore, arrivando a diventare lei stessa una terza parte, con l’obiettivo di identificarsi come interlocutore primario per il proprio cliente in contesti d’uso difficilmente attuabili fino a questo momento.
La Banca diventa così un unico ambiente (che sia App o Web Banking) gestito tramite API, affermandosi come uno dei soggetti in grado di indirizzare i bisogni finanziari o meta-finanziari di un cliente in sinergia con altri incumbent (assicurazioni, telco, Retailer, ecc..) o fintech.
E proprio in quest’ottica di “Bank as a Platform” (BaaP) è importante assicurarsi l’opportunità di velocizzare e semplificare l’offerta di servizi al cliente, introducendo una serie di adeguamenti organizzativi e tecnologici e allineando sistemi informativi e strategie di business.
In questo modo la banca potrà sviluppare nuovi punti di contatto e servizi a valore aggiunto con un minor costo, soprattutto disponendo di informazioni che non sono tipicamente rese disponibili, compreso l’accesso alla customer base. Sono queste strategie, già attuate in alcuni paesi come Spagna e Regno Unito, che, integrando i tradizionali assets della banca con il nuovo paradigma di banca come “Piattaforma”, sembrerebbero garantire alle istituzioni finanziare la possibilità di preservare e amplificare il vantaggio competitivo rispetto ai nuovi players.
Diventa quindi necessario distinguere “minacce” concrete, come quelle che provengono dai cosiddetti Over The Top della Digital Economy, dalle reali opportunità insite nella collaborazione con gli innumerevoli player legati all’Universo delle Fintech, che rappresentano il più efficace acceleratore di innovazione a disposizione del comparto bancario.
Un esempio concreto è quello relativo al concetto di Open Banking che, se mal interpretato e sovrapposto impropriamente al concetto di Piattaforma, rischia di risentire di un gap culturale rispetto a business model e assetti organizzativi non ancora perfettamente compresi dalle Istituzioni Finanziarie.
Questa prospettiva sembrerebbe privilegiare, almeno nel breve periodo, i Grandi Gruppi Bancari, in grado di allargare l’offerta grazie all’integrazione dei servizi erogati dalle diverse Legal Entities afferenti al proprio brand. È forse quindi più corretto, nonché suggestivo, parlare di Bank IN a Platform, arrivando a concepire nel medio periodo logiche di reciprocità e convergenza dell’intero sistema finanziario in ecosistemi estesi.
*professore ordinario di Organizzazione aziendale Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore CeTIF
Il recepimento della direttiva europea, pur obbligando a offrire servizi tramite API, non ne limita l’offerta effettiva, generando quindi concrete possibilità strategiche per le banche e prospettando l’affermarsi di un ecosistema competitivo sempre più ampio, composto da attori e prestatori di servizi finanziari che, almeno sulla carta, offrono user experiences innovative. In un ecosistema maturo e stabile da un punto di vista regolamentare infatti, un’istituzione finanziaria ha la possibilità di integrare servizi offerti da terze parti all’interno della propria catena del valore, arrivando a diventare lei stessa una terza parte, con l’obiettivo di identificarsi come interlocutore primario per il proprio cliente in contesti d’uso difficilmente attuabili fino a questo momento.
La Banca diventa così un unico ambiente (che sia App o Web Banking) gestito tramite API, affermandosi come uno dei soggetti in grado di indirizzare i bisogni finanziari o meta-finanziari di un cliente in sinergia con altri incumbent (assicurazioni, telco, Retailer, ecc..) o fintech.
E proprio in quest’ottica di “Bank as a Platform” (BaaP) è importante assicurarsi l’opportunità di velocizzare e semplificare l’offerta di servizi al cliente, introducendo una serie di adeguamenti organizzativi e tecnologici e allineando sistemi informativi e strategie di business.
In questo modo la banca potrà sviluppare nuovi punti di contatto e servizi a valore aggiunto con un minor costo, soprattutto disponendo di informazioni che non sono tipicamente rese disponibili, compreso l’accesso alla customer base. Sono queste strategie, già attuate in alcuni paesi come Spagna e Regno Unito, che, integrando i tradizionali assets della banca con il nuovo paradigma di banca come “Piattaforma”, sembrerebbero garantire alle istituzioni finanziare la possibilità di preservare e amplificare il vantaggio competitivo rispetto ai nuovi players.
Diventa quindi necessario distinguere “minacce” concrete, come quelle che provengono dai cosiddetti Over The Top della Digital Economy, dalle reali opportunità insite nella collaborazione con gli innumerevoli player legati all’Universo delle Fintech, che rappresentano il più efficace acceleratore di innovazione a disposizione del comparto bancario.
Un esempio concreto è quello relativo al concetto di Open Banking che, se mal interpretato e sovrapposto impropriamente al concetto di Piattaforma, rischia di risentire di un gap culturale rispetto a business model e assetti organizzativi non ancora perfettamente compresi dalle Istituzioni Finanziarie.
Questa prospettiva sembrerebbe privilegiare, almeno nel breve periodo, i Grandi Gruppi Bancari, in grado di allargare l’offerta grazie all’integrazione dei servizi erogati dalle diverse Legal Entities afferenti al proprio brand. È forse quindi più corretto, nonché suggestivo, parlare di Bank IN a Platform, arrivando a concepire nel medio periodo logiche di reciprocità e convergenza dell’intero sistema finanziario in ecosistemi estesi.
*professore ordinario di Organizzazione aziendale Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore CeTIF