Dalla Psd2 una spinta all’open credit

La direttiva europea rende più semplice e affidabile per le banche l’analisi del profilo creditizio dei potenziali clienti

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In uno scenario di recessione come quello che stiamo vivendo, per le banche diventa più cruciale del solito esaminare con grande cura il profilo creditizio di chi chiede un finanziamento. Perché, anche a fronte di fondamentali apparentemente solidi, possono esservi delle zone d’ombra, che poi nel tempo renderanno complicata la restituzione del denaro ricevuto.
 
Normativa europea
Un sostegno all’affidabilità delle analisi dovrebbe arrivare dalla Psd2, la direttiva europea che entrerà definitivamente a regime nel 2021, concepita dal legislatore europeo con l’obiettivo di promuovere l’innovazione su Internet e i pagamenti in mobilità - anche a livello internazionale - tra i Paesi appartenenti all’Ue. Traguardo da centrare consentendo ad esempio la consultazione dei conti correnti multi-banca di un cliente, dietro esplicito consenso dello stesso. Un passaggio che consente di migliorare le capacità di ripagare il debito da parte del richiedente ed è utile soprattutto per valutare i soggetti sui quali la banca non ha a disposizione le informazioni creditizie tradizionali.
 
Supporto alla banca
In particolare, l’analisi della storia transazionale multi-conto del cliente aiuta la banca a stimare i flussi di cassa che lo stesso riuscirà a produrre nel tempo, e quindi la sua capacità di ripagare un finanziamento, in mancanza delle informazioni utilizzate solitamente per questa valutazione. Questo avviene ad esempio quando la controparte non è cliente della banca oppure quando si tratta di qualcuno che non ha mai chiesto prima un finanziamento e non ha quindi una storia creditizia alle spalle.
 
Evoluzione in corso
Il concetto di open credit è molto caldo a livello internazionale, anche se assume accenti differenti in base alle geografie. Ad esempio alcuni Paesi del Far East come Singapore e Hong Kong sono stati i precursori del cosiddetto “open ecosystem”, con la capacità di coinvolgere intorno alla medesima piattaforma soggetti di differente provenienza merceologica, con l’obiettivo finale di riuscire a migliorare l’offerta al servizio della clientela. I medesimi Paesi hanno già esteso l’open banking a molteplici banking businesses, rendendo obbligatoria per normativa l’esposizione delle Api (Application Program Interface) anche del credito, ad esempio per ottenere informazioni in merito a richieste di prestito o preventivo. Proprio l’apertura delle Api, che semplificando al massimo sono dei software che consentono a due applicazioni di parlarsi tra loro, è uno dei tratti caratteristici della Psd2, in quanto consente a soggetti terzi autorizzati di accedere in sicurezza ai dati della banca e proporre nuovi servizi e prodotti innovativi e focalizzati sulle esigenze dell’utente.
 
Innovazione made in Europe
Lo scenario è in evoluzione anche in Europa. Detto delle nuove opportunità offerte dalla direttiva comunitaria Psd2 per l’accesso ai conti correnti, merita una menzione anche ciò che sta accadendo in Gran Bretagna, dove già oggi è consentito l’accesso ai conti della controparte, con il regolatore che sta spingendo le banche a trovare un accordo anche per esporre le Api anche dei prodotti di credito. Per quel che concerne l’Italia, vi sono alcuni progetti già operativi di open credit, con altre banche pronte a fare un passo in più rispetto all’attuale fase di prototipazione avanzate. Con la definitiva entrata a regime della Psd2, queste iniziative sono destinate ad avere una spinta ulteriore, offrendo quindi agli istituti una maggiore capacità di analisi delle caratteristiche dei clienti potenziali. Una delle principali applicazioni sarà nel campo del digital lending, che ha il proprio punto di forza nella rapidità di esecuzione rispetto alle tempistiche delle banche tradizionali. Combinare la rapidità della risposta con l’accuratezza dell’analisi è la sfida più grande per il settore, e anche a livello di sistema, in modo da poter moltiplicare le opportunità al servizio di imprese e consumatori.