Pagare la spesa con la carta è diventato un gesto abituale anche per chi acquista raramente online o non utilizza un portafoglio digitale sullo smartphone. È in questa distanza tra strumenti e comportamenti che si misura una parte della trasformazione dei pagamenti italiani. Rinunciare alle banconote non coincide necessariamente con l’adozione delle soluzioni più innovative: la transizione segue percorsi diversi, che una semplice distinzione tra contante e pagamenti elettronici fatica a descrivere.
A mettere a fuoco queste differenze è lo studio di Giorgia Rocco e Camilla Savarese, pubblicato nella collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento” della Banca d’Italia. La ricerca individua cinque profili di consumatori, considerando gli strumenti utilizzati e le modalità con cui vengono effettuati gli acquisti.
Cinque modi di pagare
Il gruppo più ampio, pari al 50% del totale, è quello dei consumatori tradizionali, che alternano contante e carte nei negozi e ricorrono poco ai pagamenti a distanza. Il 24% appartiene invece al profilo di chi non usa contante, mentre il 15% rientra tra gli utenti ben integrati nell’economia digitale. Completano il quadro chi si affida prevalentemente alle banconote, il 7%, e chi combina contante e carte prepagate, il 4%.
Le categorie aiutano a leggere una realtà meno lineare di quanto suggerisca la contrapposizione tra vecchio e nuovo. Gli utenti più connessi, per esempio, possono continuare a utilizzare contante: ciò che li distingue è la capacità di combinare strumenti e canali, passando dagli acquisti fisici a quelli online. Viceversa, chi evita le banconote può affidarsi soprattutto alle carte tradizionali.
Innovazione senza esclusioni
Le autrici invitano a tenere conto delle differenze tra consumatori nelle politiche sui pagamenti, comprese quelle relative alle monete digitali delle banche centrali. Il contante conserva un ruolo rilevante e le abitudini non cambiano tutte allo stesso ritmo.
La sfida per i servizi al cittadino è dunque accompagnare percorsi diversi con procedure semplici e comprensibili. Per valutare la qualità della transizione, accanto al numero di operazioni elettroniche diventa utile osservare quante persone riescono a completarle in autonomia e in quali passaggi incontrano difficoltà.
L’analisi dei cinque profili evidenzia come la transizione verso i pagamenti elettronici non sia soltanto una questione di disponibilità tecnologica, ma sia strettamente legata alle competenze e alla fiducia degli utenti. La propensione all'uso di soluzioni innovative, come le applicazioni per smartphone e i portafogli digitali, varia fortemente in base alle fasce d'età e al livello di alfabetizzazione finanziaria. Se le generazioni più giovani operano in modo nativo in contesti digitali, una fetta consistente di popolazione continua a limitare l'uso delle carte di credito o di debito alle sole spese quotidiane nel negozio fisico, guardando alle transazioni online con cautela o percependole come poco accessibili.