Anche se rappresenta sicuramente un punto a favore della crescita, per un'impresa di successo non è necessario essere attiva nel campo high-tech. Anzi, nella classifica dell'Istituto Tedesco Qualità e Finanza sono presenti numerosi esempi di società che operano in settori molto più tradizionali dell'economia italiana ma in grado di far registrare lo stesso alti tassi di crescita.
La Olibar di Bagnolo San Vito in provincia di Mantova, per esempio, ha costruito la propria fortuna producendo condimenti monodose (maionese, ketchup, etc.). Sempre nel comparto alimentare è attiva l'azienda che si trova in dodicesima posizione, la International Food Europe di Monterotondo in provincia di Roma, che è specializzata nella vendita di prodotti biologici. Negli ultimi tre anni è cresciuta a un tasso medio del 135% e ha visto il suo personale passare dalle 5 alle 25 unità. E lo stesso vale per la Pinsalab di Reggio Emilia, che esporta la sua pinsa in tutta Europa riuscendo così nell'impresa di crescere a un tasso medio annuo del 120%%, e per la pasticceria Tiri di Potenza (+86% annuo la crescita del fatturato), il cui organico è quasi quintuplicato (da 3 a 14 unità).
Un altro settore d'eccellenza del Made in Italy, la moda, è protagonista della classifica stilata dall'istituto tedesco: Lady Giuliva di Roma, proprietaria del brand Giuliva Heritage, ha archiviato il triennio con un giro d'affari balzato del 134% ogni anno dal 2017 al 2020 e con dipendenti che sono più che decuplicati: sono passati da 117 a 1507. Un balzo favorito anche dall'accordo che la società ha siglato con il colosso svedese del retail H&M per la fornitura di collezioni caratterizzate dalla sostenibilità dei capi di abbigliamento.
Sempre nel campo della moda è attiva anche la Italian Woolen Treasures di Montemurlo vicino a Prato, dove si trova il più grande distretto tessile d'Europa. Il produttore toscano di sciarpe e scialli è cresciuto a un tasso del 106%. Della pattuglia di aziende di successo attive in settori tradizionali dell'economia fa parte anche la triestina Sp Group, che opera nel campo delle costruzioni. Nel periodo preso in esame dallo studio dell'Itqf il suo giro d'affari è cresciuto in media del 99%, ovvero è raddoppiato ogni anno, con i dipendenti che sono passati dall'essere 3 a 25. Fra i campioni di Itqf figura infine il concessionario di auto multimarca Gruppo Autoscala di Napoli, che ha visto il suo giro d'affari passare da 1,5 milioni di euro nel 2017 agli 11,6 milioni del 2020 (+96% annuo). Nello stesso periodo di tempo i suoi dipendenti sono cresciuti dalle 5 unità iniziale alle attuali 16.