Così l’Austria attrae imprese dall’estero

Così l’Austria attrae imprese dall’estero
A colloquio con Marion Biber, direttore per l’Italia di Austrian Business Agency, realtà pubblica focalizzata sugli investimenti da parte delle aziende straniere
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Danieli, Bifrangi e Salvagnini. Sono solo alcune delle imprese italiane che da tempo hanno investito in Austria, alcune mosse dalle facilitazioni fiscali previste, altre dall’ubicazione strategica che consente di servire da vicino mercati di sbocco come la Germania e il Centro ed Est Europa. Abbiamo incontrato, durante la sua visita in Italia, Marion Biber, direttore per l’Italia di Austrian Business Agency, realtà pubblica che si occupa di attrarre investimenti nel Paese.

Nata nel 1982, Aba quest’anno compie 40 anni. Qual è il bilancio dell’esperienza fatta fino a questo momento?

“In questo arco di tempo abbiamo supportato gratuitamente aziende estere nel nostro Paese, di cui 364 nel solo 2021, nel loro processo di insediamento o espansione in Austria. Le imprese estere, provenienti da tutto il mondo, cioè con headquarter oltreconfine ma insediate in Austria, ammontano al 3,6% di tutte quelle operanti nel nostro Paese, ma valgono il 26% dei posti di lavoro, il 22% delle imposte versate dalle imprese e il 50% degli investimenti in ricerca e sviluppo. L’agenzia fa capo al ministero federale per il Lavoro e l’Economia: il suo compito è di promuovere l’immagine del Paese oltreconfine e di affiancare gli investitori stranieri. L’Italia è al secondo posto tra gli investitori esteri dopo la Germania, con 35 nuovi insediamenti nel 2021. Gli investimenti stranieri effettuati nel 2021, ben 1,24 miliardi di euro, hanno creato 3.403 posti di lavoro. Un quinto degli investimenti in corso riguarda il settore Ict. Ma non solo: ad esempio la tedesca BMW entro il 2025 inizierà a produrre motori elettrici su larga scala presso lo stabilimento di Steyr (Alta Austria, ndr), mentre lo scorso aprile la farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim ha dato notizia di un investimento da 1,2 miliardi di euro in una fabbrica green, totalmente a impatto zero”.

E tra le italiane?

“L’italo-giapponese Nidec Global Appliance ha annunciato di recente un piano di investimenti di oltre 50 milioni di euro in cinque anni interamente dedicato allo stabilimento di produzione e centro di ricerca e sviluppo di Fürstenfeld. Doxee, Pmi attiva nell’offerta di prodotti in ambito customer communications management, digital customer experience e paperless, ha acquisito il 90% di Infinica GmbH, azienda austriaca specializzata nello sviluppo di software. Bifrangi, produttore di componenti in acciaio, sta investendo circa 15 milioni di euro per ampliare la sede austriaca. Inoltre, la famiglia proprietaria Biasion si è assicurata un diritto di prelazione quinquennale per un'ulteriore superficie di 30.000 mq. Tra le presenze storiche ci sono, poi, quelle di Danieli e Salvagnini”.

 Marion Biber, direttore per l’Italia di Austrian Business Agency
 Marion Biber, direttore per l’Italia di Austrian Business Agency 

A suo avviso qual è il principale fattore di attrazione? 

“Ci sono diverse ragioni, a cominciare dalla posizione del nostro Paese, strategica rispetto a diversi mercati europei. Ma non solo. L’Austria ha prestazioni innovative superiori alla media Ue, e si posiziona nel gruppo degli Strong Innovators fra i Paesi europei, secondo quanto rilevato dallo European Innovation Scoreboard nel 2021. Siamo anche il primo Paese in Europa per registrazione di brevetti. Inoltre a febbraio è stata approvata la riforma fiscale eco-sociale che, tra le altre cose, prevede una riduzione delle imposte sui redditi societari e sui salari, oltre a una tassa sulle emissioni di gas serra. In particolare, l'imposta sul reddito societario sarà ridotta dal 25% al 24% nel 2023 e ulteriormente al 23% nel 2024; le imprese riscontreranno uno sgravio totale fino a 700 milioni di euro per la riduzione dell'imposta sul reddito. La riforma prevede anche una rimodulazione dell’imposizione fiscale sui redditi personali, con un’esenzione fino a 11 mila euro, un calo dal 25 al 20% fino a 18mila, dal 35 al 30% fino a 31 mila e dal 42 al 40% fino a 60mila. La riforma prevede inoltre una riduzione dei contributi di assicurazione sanitaria per i redditi di fascia bassa e un aumento del bonus famiglia per chi ha figli”.

Ha citato l’innovazione tecnologica, ma non l’altro grande tema di trasformazione dell’economia, la transizione ecologica. Avete iniziative in corso? 

“La transizione ecologica è molto importante perché dobbiamo il 30% della crescita economica all'innovazione, e quindi all'industria. Nei prossimi quattro anni il governo austriaco investirà 5,7 miliardi di euro nella transizione green dell'industria per rendere gli impianti di produzione neutrali dal punto di vista dell’impatto ambientale. Questo comporta una serie di sgravi fiscali per le imprese che adotteranno strategie di sostenibilità ambientale. Quasi 3 miliardi di euro sono dedicati alla conversione degli impianti precedenti in impianti di produzione moderni. Altri 190 milioni di euro all'anno saranno destinati al miglioramento e al rafforzamento dell'efficienza energetica (per un totale di 1,52 miliardi di euro). In totale, fino al 2026 saranno disponibili 600 milioni di euro per i finanziamenti ambientali”.