Come valutare la gestione del rischio

Come valutare la gestione del rischio
Bazzi Insurance Partners: "Vanno considerate esigenze della società, caratteristiche del business, massimali e franchigie"
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Negli ultimi tre anni qualsiasi business è stato sottoposto a scenari di incertezza mai visti finora. A partire dall’esplosione dell’epidemia di Covid le imprese si sono dovute confrontare con stop imprevisti alla produzione, impossibilità di vendere le proprie merci, interruzione delle catene di fornitura ed imprevedibilità dei costi energetici. E la guerra in Ucraina e le tensioni geopolitiche hanno ulteriormente aggravato la situazione. In questo difficile contesto assume una crescente importanza la gestione strategica del rischio, avvalendosi anche della possibilità di trasferirlo, dove possibile, agli assicuratori.

“Le polizze assicurative, quali per esempio Property/business interruption, Liability, Tampering, D&O, non sono la soluzione di tutti i mali, ma possono fare molto — spiega Tommaso Bazzi, ad del broker Bazzi Insurance Partners, che festeggia quest’anno i quarant’anni di attività — Gli strumenti assicurativi vanno utilizzati congiuntamente a una politica di loss prevention e trasferimento del rischio, valutando attentamente le esigenze della società, le caratteristiche del business in cui opera, la necessità di massimali più o meno alti e le franchigie”.

Un discorso che vale a maggior ragione per le aziende forti nell’export. La presenza su mercati diversi da quello italiano comporta infatti rischi normativi che dipendono da Paese a Paese, oltre alla sempre maggiore complessità degli aspetti logistici. “Il ruolo di un broker assicurativo è quello di accompagnare le società sul mercato assicurativo non solo andando a cercare l’offerta più conveniente, ma soprattutto quella più adatta alle esigenze del contraente, affiancandolo nel colloquio con la compagnia che da semplice pagatore può e deve diventare un supporto strategico al business”.

Su questo fronte Bazzi Insurance Partners può vantare l’assoluta indipendenza dalle compagnie assicurative e dimensioni che le consentono di avere la necessaria massa critica e, allo stesso tempo, la forza finanziaria di investire sul suo team di professionisti. “Sul mercato internazionale e in quello italiano è in atto un processo di consolidamento nel campo dei broker assicurativi, ma non sempre bigger is better: ciò che ci distingue ad esempio dai cosiddetti mega broker è la nostra assistenza in caso di sinistro”.