Primo non prenderle. In uno scenario caratterizzato da inflazione su livelli record ed economia stagnante, se non verso la recessione, la priorità per le famiglie è cercare di difendere il valore dei risparmi accumulati nel tempo. Il rialzo dei tassi ha aperto nuove prospettive, spingendo ad alzare sia i rendimenti delle obbligazioni, l’asset class che maggiormente ha sofferto lo scorso anno, sia quelli di alcuni conti deposito, strumenti di remunerazione della liquidità da cui è possibile fare versamenti e prelievi da e verso il cc di appoggio, a fronte un rendimento. Quest’ultimo è più elevato per i conti deposito vincolati, che comportano l’impegno del sottoscrittore a non accedere al proprio denaro per un periodo di tempo prestabilito, di solito dai tre ai 60 mesi. Il vincolo non è assoluto: il risparmiatore può prelevare il capitale depositato prima della scadenza, ma a patto di pagare una penale che si concretizza in una riduzione parziale o totale degli interessi maturati nel tempo. Oppure il conto deposito può essere in forma libera, permettendo di ottenere il rendimento per il periodo in cui si è lasciato depositato il denaro.
"Questo strumento può assolvere a diverse esigenze all’interno del portafoglio di un risparmiatore-investitore, a cominciare dal deposito della liquidità, da impiegare nel momento in cui si presentassero opportunità di investimento", racconta Marco Parini, responsabile servizi e prodotti di risparmio e investimento di Ing Italia, tra le prime banche a introdurre lo strumento nella Penisola attraverso il Conto Arancio. Dopo un 2022 molto negativo per i mercati finanziari, le valutazioni delle varie asset class si sono ridimensionate, ma persistono diversi motivi di preoccupazione (dall’iperinflazione alla guerra in Ucraina) che tengono sotto pressione le valutazioni. Nel momento in cui lo scenario dovesse migliorare, racconta l’esperto, anche investimenti a più alto livello rendimento-rischio potrebbe tornare a essere un’opportunità interessante, e a quel punto disporre di liquidità da impiegare prontamente risulterebbe un valore aggiunto. Un ragionamento che vale anche all’opposto, con la liquidità che costituisce "una riserva alla quale accedere in caso di necessità di somme liquide", trattandosi di una soluzione più facile da liquidare senza particolari contraccolpi rispetto ad altre forme di investimento.
"In tutti i casi, la scelta di quanto rimanere liquidi dovrebbe essere la prima decisione da prendere in un processo di investimento", aggiunge Parini. Quando si parla di depositi anche la solidità della banca è un aspetto rilevante. A questo proposito il manager ricorda che Ing è un gruppo bancario internazionale presente in 40 Paesi, con 37 milioni di clienti e 57.000 dipendenti, che può vantare un Cet1 Ratio che a metà 2022 si attestava al 14,7%, tra i più alti in Europa. "Per fare fronte all’esigenza di liquidità dei risparmiatori in Ing abbiamo deciso di alzare, dall’aprile prossimo, i rendimenti del Conto Arancio, il famoso conto deposito attivabile interamente da web o app, prevedendo il 3% annuo per il periodo febbraio-aprile per già clienti e nuovi clienti e lo 0,50% a regime, senza la previsione di vincoli per la clientela, che quindi sarà libera di riscattare le somme necessarie al momento del bisogno, senza penalizzazioni", conclude.