Pelletteria italiana, in crescita export e fatturato: i consumi interni sostenuti dal turismo straniero

Pelletteria italiana, in crescita export e fatturato: i consumi interni sostenuti dal turismo straniero
Le esportazioni hanno superato gli 11,1 miliardi di euro (+15,1% rispetto al 2021) secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assopellettieri
1 minuti di lettura

L’industria delle pelli cerca di diventare più sostenibile. “E usa sempre meno pelli appartenenti ad animali protetti come il coccodrillo per una questione etica”, racconta Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri. Le aziende del comparto si trasformano, seguono i mega trend internazionali, questo unito al saper fare made in Italy produce buoni risultati. E così è stato nel 2022 quando la pelletteria italiana ha registrato, considerando anche i ricavi dei grandi marchi, un fatturato in crescita.

L’export è arrivato a oltre 11,1 miliardi di euro (+15,1% rispetto al 2021), secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assopellettieri. E aumentano anche i consumi interni se pur a rilento (+5,5%), in decisa decelerazione nella seconda metà dell’anno. A tenerli su c’è la ripartenza dei flussi del turismo straniero in Italia, significativa ma ancora lontana dai numeri del pre-pandemia. E per soddisfare la domanda cresce anche la produzione di pelletteria (+6,7%) e il fatturato complessivo delle aziende prese a campione arrivato a 13 miliardi (+14,8%). Nonostante ciò, serve uno sforzo in più per essere maggiormente competitivi sul mercato. “Le piccole aziende del comparto stanno attraversando un momento delicato e solo l’unione tra loro e la nostra associazione può aiutarle a riconquistare quei clienti che oggi prediligono i prodotti a marchio”, continua Gabbrielli.

Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri
Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri 

Si è visto anche al Mipel, il salone di Milano Rho dedicato al settore. Se i numeri della fiera sono stati positivi con 150 aziende espositrici, così come era nel 2019, ciò che è cambiato sono gli spazi degli stand. “Sono più piccoli rispetto al pre-pandemia – commenta il presidente - Se un tempo venivano affittati anche spazi di 100 metri per azienda, ora lo stand medio è di 32 metri”. Gabbrielli racconta anche l’importanza di Mipel nel permettere anche alle piccole realtà di entrare in contatto con i buyer stranieri. C’è persino stato un ritorno dei buyer russi oltre che quelli di mercati in crescita come il Giappone, gli Stati Uniti, la Corea del Sud, Singapore, Qatar ed Emirati. “Tra le regioni più forti per esportazioni – ricordano da Assopellettieri - ci sono come sempre la Toscana che copre oltre il 40% dell’export nazionale di questi prodotti. In seconda posizione il Veneto con il 22%, mentre al terzo posto c’è la Lombardia”.