Le imprese italiane sono “condannate” ad essere sempre all’avanguardia in tema di innovazione, pena la perdita di quote di mercato all’estero. In un contesto globale in cui l’innovazione tecnologica è il principale fattore differenziante, l’intelligenza artificiale (AI) rappresenta oggi la frontiera più promettente. Le piccole e medie imprese italiane, consapevoli delle potenzialità della tecnologia, stanno avviando una fase di sperimentazione e valutazione per comprenderne gli impatti operativi e strategici. “Chi lavora nell’export deve sempre tenere l’asticella molto alta, perché si confronta con la concorrenza internazionale - afferma Claudio Giulianetti vice presidente industrial automation di Schneider Electric Italia - Grazie all’Ai si possono ottenere risultati impensabili solo fino a poco tempo fa e le imprese italiane la stanno testando prima di utilizzarla in maniera massiva e scalabile”.
Schneider Electric, come sempre fa prima di portare un prodotto sul mercato, ha provato su stessa le soluzioni che ha sviluppato in ambito di intelligenza artificiale e i risultati ottenuti mostrano chiaramente il guadagno di efficienza. "In compiti ripetitivi ma comunque di grande importanza, come per esempio il commento del codice sorgente di un Plc, l’intelligenza artificiale è stata 48 volte più veloce dell’uomo e risultati analoghi sono stati ottenuti nella reinterpretazione di un programma già scritto - prosegue il manager di Schneider Electric - Per le aziende questo significa poter liberare risorse da destinare a compiti a maggior valore aggiunto, come per esempio trovare le soluzioni più adatte per i clienti e rendere i processi più efficienti".
La soluzione AI di Schneider Electric, lanciata di recente, è un “industrial copilot” che integra Microsoft Azure AI Foundry con le sue soluzioni di automazione industriale. Questo assistente basato su AI generativa elimina i compiti più ripetitivi, come per esempio la revisione del codice, e permette agli utenti di collaborare. Esso è integrato nella piattaforma EcoStruxure che, a distanza di più di dieci anni dalla sua nascita, sta dimostrando quanto sia stata azzeccata la scelta di adottare i principi dell’automazione universale. Oggi, infatti, è in grado di integrare velocemente tutte le nuove tecnologie che si affacciano sul mercato, a partire dall’intelligenza artificiale, per sfruttare i vantaggi di interoperabilità del software e l’apertura verso i sistemi informatici. In particolare, EcoStruxure Automation Expert si interfaccia con i sistemi gestionali delle aziende, con i macchinari 4.0 e con i dispositivi IoT e consente in tal modo di ridurre le inefficienze di produzione e ridimensionare significativamente le perdite di produttività dovute ai downtime, ovvero i tempi durante i quali i macchinari sono fermi per manutenzione o guasti. Oltre ovviamente a favorire l’efficientamento energetico.
"La riduzione dei consumi energetici e delle emissioni resta una delle priorità dei nostri clienti e si può raggiungere fin d’ora con le tecnologie disponibili - prosegue Giulianetti - Ne è un perfetto esempio il produttore di macchinari per il packaging Sacmi che, grazie all’adozione delle nostre tecnologie, è riuscito a ridurre i consumi di un’incartatrice di cioccolato del 40% e, nello stesso tempo, ad aumentare la produttività del 25%".
Grazie all’AI, Schneider Electric ha anche sviluppato strumenti per la manutenzione predittiva nel campo della distribuzione elettrica: "Per ora stiamo usando questa tecnologia sulle nostre cabine di bassa e media tensione ma presto prevediamo di estenderne l’uso a tutti i nostri prodotti", specifica Giulianetti.
Oltre all’intelligenza artificiale, un altro ambito di forte innovazione in ambito manifatturiero è quello della robotica collaborativa, che sta evolvendo verso soluzioni sempre più sofisticate.
In particolare, la ricerca si concentra sullo sviluppo di robot a cinematica antropomorfa, capaci di replicare i movimenti e le interazioni umane, aprendo nuove prospettive per l’automazione industriale avanzata.
"I robot industriali compiranno un vero e proprio balzo in avanti quando il loro funzionamento verrà integrato con l’intelligenza artificiale - spiega Giulianetti - Non siamo ancora arrivati a quel punto, ma le strade delle due tecnologie stanno inevitabilmente convergendo”.
Nel frattempo la robotica va di pari passo con il tema del digital twin, che consente di replicarne digitalmente spazi, funzionamento e performance. “Inserire un’isola automatizzata all’interno di uno stabilimento e nei processi industriali non è per niente semplice - conclude l’esperto di Schneider Electric - Grazie al digital twin è possibile studiare e risolvere in anticipo i problemi destinati a presentarsi".