La cultura come motore di innovazione, inclusione e sviluppo sostenibile. È la “scommessa” della Regione Lazio, che sta investendo massicciamente in questa direzione nella convinzione di riuscire a tenere insieme obiettivi economici e sociali. In particolare, il settore culturale locale non si limita a cavalcare l’onda positiva degli ultimi anni, ma accelera grazie a un deciso impulso all’innovazione tecnologica: musei e istituzioni adottano l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione ridisegna la fruizione del patrimonio e la comunicazione culturale si fa sempre più smart. A questa rivoluzione digitale si affianca una svolta green: festival, musei e produzioni audiovisive abbracciano pratiche sostenibili, rendendo la cultura protagonista anche nella sfida ambientale.
L’impegno del Lazio nella valorizzazione del patrimonio, nella promozione di festival internazionali e nella creazione di reti tra pubblico, privato e terzo settore contribuisce non solo alla crescita locale, ma anche al posizionamento dell’Italia come leader nella produzione culturale e creativa.
In questi ultimi anni, la Regione ha intensificato in modo significativo le proprie politiche di sistema a favore del settore culturale, delineando una strategia volta a consolidare la filiera della cultura e della creatività come motore di sviluppo economico, sociale e territoriale di interesse nazionale.
In questa cornice si inquadra – tra gli altri - il Festival dell’Economia della Cultura 2025, che si è svolto lo scorso week-end a Viterbo, su input della Regione Lazio e a cura di Lazio Innova, in collaborazione con Medioera. L’iniziativa ha potuto contare anche sul patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Viterbo e dell’Università della Tuscia. È stata l’occasione per un confronto aperto sullo stato dell’arte dell’economia della cultura, con un ricco calendario di incontri, dibattiti e confronti tra amministratori, sovrintendenti, imprese, università, operatori culturali e professionisti della comunicazione, per riflettere sulle strategie e le prospettive dell’economia del settore.
La prima giornata del Festival è stata dedicata alla riflessione sull’economia della cultura, mentre il focus della seconda è stato sull’industria cinematografica italiana. Infine ieri ci si è focalizzati sul sostegno delle aziende alle politiche culturali, con la conclusione affidata a una riflessione del sociologo e giornalista Derrick de Kerckhove sull’ impatto dell’intelligenza artificiale sulle industrie culturali e creative.
Editoria, cinema e beni Culturali sono stati al centro del dibattito del festival viterbese. Nel Lazio, l’editoria rappresenta un settore dinamico che beneficia delle politiche regionali di sostegno all’innovazione e alla digitalizzazione. Le case editrici locali stanno investendo in piattaforme digitali e nuovi formati, favorendo la diffusione della lettura e la valorizzazione degli autori emergenti. Il cinema, da sempre fiore all’occhiello della regione, continua a crescere grazie a festival internazionali, incentivi alle produzioni e collaborazioni tra pubblico e privato. Studi cinematografici storici e nuove realtà creative contribuiscono a rafforzare il posizionamento del Lazio come polo di eccellenza nazionale e internazionale. I beni culturali, infine, sono al centro di progetti di valorizzazione e tutela: musei, siti archeologici e dimore storiche vengono rilanciati attraverso percorsi immersivi, tecnologie digitali e iniziative green, rendendo la fruizione più accessibile e sostenibile. Questi tre ambiti, integrati nella strategia regionale, generano occupazione qualificata, attraggono turismo culturale e rafforzano l’identità del territorio, confermando il Lazio come laboratorio di innovazione e cultura.
Dunque, il Festival dell’Economia della Cultura si è confermato centrale nella strategia regionale, rappresentando un appuntamento di riferimento per la valorizzazione della filiera culturale e creativa, la crescita economica e l’attrattività del territorio. Come evidenziato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, “l’iniziativa è nata da una felice intuizione della Regione Lazio e di Lazio Innova, che hanno ideato il Festival dell’Economia e della Cultura. Economia e cultura sono interdipendenti: ogni progetto culturale è un investimento produttivo che genera occupazione, turismo e orgoglio civile”. Dopo il successo dello scorso anno, precisa la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, si è deciso di confermare Viterbo come location, in quanto “crediamo nell’interconnessione tra economia e cultura. Coinvolgere tutti gli attori della filiera culturale significa investire in una risorsa strategica per crescita, innovazione e competitività”. La cultura, sottolinea l’assessore alla cultura Simona Baldassarre, “è motore di innovazione, crescita e sviluppo sostenibile, e investire nella cultura significa investire nell’economia reale, nelle imprese creative e nel turismo di qualità”.