Orientare le iniziative di utilità sociale e di sviluppo del territorio secondo i bisogni emergenti delle comunità, attraverso un approccio di filantropia strategica che permette di definire con precisione gli obiettivi, individuare gli strumenti più efficaci e misurare il valore generato. È la strada seguita dalla Fondazione Crt, ente non profit nato nel 1991, che supporta lo sviluppo del Piemonte e della Valle d’Aosta attraverso investimenti in arte, cultura, ricerca, istruzione e welfare. “Negli ultimi mesi abbiamo avviato un lavoro strutturato per capire come sta evolvendo il nostro territorio, non solo attraverso i dati socio-economici, ma ascoltando direttamente gli enti del terzo settore e rivedendo anche le nostre scelte degli ultimi anni”, racconta la presidente Anna Maria Poggi. Questo ha consentito di incrociare quattro prospettive: gli scenari e le tendenze internazionali; le evidenze quantitative, i bisogni percepiti dagli attori locali e le priorità già agite dalla Fondazione. “È emersa l’esigenza di una Fondazione in grado di identificarsi sempre più come soggetto che unisce, che costruisce reti, che accompagna l’innovazione e la diffusione delle competenze, capace di generare impatti duraturi nello sviluppo locale. Ed è proprio questa evoluzione del nostro ruolo – innovatore, tessitore e sussidiario – a guidare le nostre scelte di investimento per i prossimi anni”, racconta.
Nei prossimi anni l’impegno dell’ente si concentrerà su cinque direttrici principali: sostenere le persone in maggiore difficoltà con servizi realmente utili; promuovere educazione e istruzione come leve di autonomia; favorire l’accesso al lavoro per chi rischia l’esclusione; rafforzare la partecipazione sociale, civica, culturale e politica; e investire nella ricerca, nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo delle competenze nei settori emergenti. Negli anni il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria è mutato profondamente. Pur restando fedeli alla tradizione liberale europea, che riconosce il valore dei corpi intermedi nel favorire il benessere collettivo, queste realtà hanno progressivamente definito una propria identità più strategica. Oggi non si limitano più a erogare contributi, ma operano come veri promotori e attori del cambiamento: costruiscono reti, sostengono politiche sociali, culturali ed educative e collaborano attivamente con gli enti del territorio.
Accanto a questo, resta centrale la tutela del patrimonio, con una gestione attenta al rischio e alla redditività, per garantire risorse durature. In questo senso, le fondazioni sono oggi tra i principali investitori istituzionali nell’economia reale, sostenendo ricerca, innovazione e sviluppo locale. Di fatto, sono passate da semplici erogatrici a soggetti strategici capaci di investire e generare impatti concreti sul territorio. Tra le priorità individuate da Crt vi è lo sviluppo delle competenze, soprattutto quelle più evolute dal punto di vista tecnologico e dell’intelligenza artificiale, che rappresenterà uno dei principali driver dei suoi investimenti nei prossimi anni. “La nuova frontiera della tecnologia sarà uno degli strumenti più efficaci per rafforzare l’autonomia delle persone e promuovere lo sviluppo del territorio”, racconta Poggi, che guida la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio e che in 34 anni di attività ha erogato più di 2 miliardi di euro a beneficio di circa 45 mila progetti per l’arte, la ricerca, la formazione, il welfare, l’ambiente, l’innovazione nel Nord Ovest in una dimensione nazionale e internazionale.
"Il nostro ruolo di innovatori sociali - aggiunge - ci permette non solo di promuovere progetti direttamente, ma anche di mettere in rete le risorse umane ed economiche presenti sul territorio. Per questo stiamo contribuendo a costruire un vero e proprio ‘ecosistema’ tra Ogr tech (le ex Officine Grandi Riparazioni dei treni, riqualificate dalla Fondazione e riconvertite, con un investimento di oltre 100 milioni di euro, in un innovativo centro internazionale per l’arte e la cultura, la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, nonché il food, ndr), Politecnico di Torino, Fondazione IA4I e Fondazione Isi nella convinzione che solo così possiamo insieme e in tempi lunghi avere impatto sul sistema locale”. Questo nella considerazione che l’educazione e la formazione sono fondamentali per contrastare la povertà educativa, ridurre le disuguaglianze e preparare i giovani ai settori in maggiore crescita. Inoltre l’ente è impegnato a facilitare il passaggio dei giovani dal sistema dell’istruzione al mercato del lavoro, sostenendo e sperimentando nuove politiche attive del lavoro.