Sanofi investe in innovazione

Sanofi investe in innovazione

Ricerca e sviluppo, trasformazione tecnologica industriale, competenze 'AI powered' e formazione. Così l'azienda contribuisce alla Strategia per le scienze della vita nazionale

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Innovazione, scienza e competenze che creano impatto concreto per il territorio e l’Italia. Questo è quanto registrato e misurato nel Report d’Impatto 2024 presentato dall’azienda biofarmaceutica e realizzato con Kpmg. Nel 2024 il contributo complessivo - diretto, indiretto e indotto - generato da Sanofi sull’economia italiana è stato di 505 milioni di euro, pari allo 0,02% del pil nazionale. “Un risultato che evidenzia come l’investimento in scienza e tecnologia si traduca in crescita reale per il Paese”, commenta Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta. La trasformazione strategica di Sanofi è frutto di una scelta precisa: fare dell’immunologia il pilastro portante di ricerca e sviluppo. “Vogliamo diventare la prima azienda biofarmaceutica a livello mondiale focalizzata in quest’area al 2030”, spiega l’ad. Una visione che si basa su numeri concreti: 93 progetti in fase clinica, di cui 36 in fase avanzata o già sottoposti alle autorità regolatorie, sostenuti dall’uso di tecnologie di intelligenza artificiale applicate al disegno degli studi, alla gestione dei dati clinici e alla generazione di nuovi target terapeutici. Circa 12 potenziali nuovi farmaci e vaccini first in class o best in class che possono portare complessivamente a oltre 40 indicazioni terapeutiche. L’approccio dell’azienda è quello che Cattani definisce “smart da un punto di vista di ricerca e sviluppo, perché agire sul sistema immunitario e i fattori che ne controllano l’azione può essere determinante per contrastare tante patologie”.

La rivoluzione scientifica si accompagna a una trasformazione industriale che punta su dati e intelligenza artificiale: “Vogliamo essere più veloci nello sviluppo preclinico – spiega - riducendo i tempi del 40 per cento, ma anche adattando la produzione industriale all’innovazione della pipeline”. Proprio il sito italiano di Scoppito rappresenta l’esempio concreto di questa evoluzione. Attivo dal 1972 e specializzato nella produzione di farmaci solidi orali su larga scala, lo stabilimento aquilano è oggi un centro di riferimento globale per la ricerca industriale dell’azienda e per lo sviluppo nel digitale. Tra il 2020 e il 2022, Sanofi ha implementato un piano di investimenti per quasi 50 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 7,3 milioni nel 2024. Il cuore della trasformazione è il Columbus High Potent Workshop, un reparto completamente digitalizzato, dove realtà aumentata, dati in tempo reale e modelli predittivi sviluppati in collaborazione con McLaren Racing permettono di ridurre sensibilmente i tempi di scale-up industriale.

I numeri occupazionali di Sanofi in Italia certificano l’effetto moltiplicatore dell’attività di Sanofi sul territorio. Circa 4.200 sono i posti di lavoro attivati lungo tutta la filiera, 2 persone in più impiegate in Italia per ogni dipendente Sanofi. La filiale italiana conta circa 1.600 dipendenti e collaboratori diretti, divisi equamente tra area commerciale e produzione. “L’investimento sulle persone – aggiunge l’ad – comprende anche 1,6 milioni di euro in formazione. Nel 2024 abbiamo erogato una media di 56 ore per dipendente. Questo viaggio di trasformazione riguarda tutta l’organizzazione”, evidenzia il manager. L’attenzione alle nostre persone si traduce anche nelle politiche di welfare: dall’equità salariale– con un Gender Pay Gap a favore delle donne del 3,9% – alle tante iniziative che valorizzano l’equilibrio vita-lavoro, la genitorialità e la formazione continua.

Nel 2024 Sanofi ha investito in Italia 45,2 milioni di euro in ricerca e sviluppo. L’attività di ricerca clinica vede l’azienda impegnata in 530 centri con oltre 1.500 cittadini coinvolti nelle sperimentazioni. “Considerando anche i costi evitati per il Sistema sanitario nazionale e l’Italia, l’impatto complessivo generato per la nazione è pari a 133 milioni di euro”, precisa Cattani. “L’effetto leva è pari a 2,95. Questo vuol dire che ogni euro da noi investito in ricerca in Italia produce quasi tre euro di risparmio per la collettività grazie alla riduzione delle ospedalizzazioni, all’uso più appropriato dei percorsi clinici e alla disponibilità di terapie innovative”.

Per Sanofi, l’Italia rappresenta il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Gli investimenti arrivano annualmente a circa 70 milioni di euro tra ricerca clinica e tecnologia industriale, competenze e formazione. “Queste sono le leve dell’innovazione e della competitività dell’Italia. I risultati che osserviamo – dall’impatto sulla qualità di vita dei pazienti alla riduzione dei costi per il sistema sanitario – dimostrano che, quando ricerca pubblica e ricerca industriale lavorano in sinergia, l’innovazione accelera e diventa valore reale. Abbiamo bisogno di creare un ecosistema italiano delle scienze della vita all’altezza delle ambizioni della nostra nazione e di stimolo per una politica industriale europea che metta il settore farmaceutico al centro della crescita”.

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