Le infrastrutture sono al centro di una trasformazione epocale: reti di distribuzione elettrica, edifici e sistemi di trasporto stanno diventando ecosistemi intelligenti capaci di adattarsi in tempo reale alle esigenze energetiche e ambientali, grazie alla convergenza tra tecnologie fisiche e digitali. “Il mercato delle infrastrutture in Italia si trova davanti a un’opportunità storica: diventare l’abilitatore principale della transizione energetica”, afferma Claudia Guenzi, alla guida del settore infrastrutture smart di Siemens Italia. “Elettrificazione, reti ed edifici formano un unico ecosistema. Non ci sarà vera transizione se le reti non reggono, se gli edifici non cambiano, se le città non si rigenerano. L’infrastruttura è il tessuto connettivo di questa trasformazione”.
Le reti di distribuzione elettrica sono in prima linea nella sfida energetica. La quantità di fonti rinnovabili integrate è in continua crescita. Il problema è che queste fonti sono per natura non programmabili. Per questo diventano fondamentali soluzioni capaci di prevedere cosa sta per accadere, basandosi su aggiornamenti in tempo reale, e di comprendere quale sia il migliore setup della rete per evitare blackout o malfunzionamenti. La risposta arriva dal digital twin, la replica digitale della rete elettrica. AcegasApsAmga, distributore di energia per Trieste e Gorizia, ha scelto per esempio la tecnologia Gridscale X di Siemens per sviluppare il gemello digitale della propria rete di media e bassa tensione. L’obiettivo è accelerare la decarbonizzazione della città, con un focus sull’elettrificazione del porto di Trieste. Le navi in attracco richiedono livelli di energia paragonabili a quelli di un piccolo centro abitato di circa 10.000 abitanti. Attraverso il digital twin, il distributore può prevedere e gestire le possibili congestioni derivanti dall’aumento delle fonti distribuite e dei carichi elettrici portuali, identificare proattivamente i punti di congestione e calcolare l’energia necessaria per risolverli. “Collaboriamo attivamente con le multiutility italiane – commenta la manager - per rendere la distribuzione energetica più efficiente e meno impattante. Insieme a Unareti ad esempio, abbiamo installato il primo quadro di media tensione senza SF6 in Italia, una tecnologia che riduce l’impronta ecologica della rete”.
Se le reti sono la spina dorsale, gli edifici rappresentano un fronte altrettanto cruciale. A livello globale sono responsabili del 30% del consumo energetico e del 39% delle emissioni di CO2. In Italia, come nel resto del mondo, il 75% del patrimonio edilizio è inefficiente. “È da qui che bisogna passare se vogliamo fare la differenza”, afferma Guenzi. Le normative europee spingono in questa direzione. La visione di Siemens si fonda sulla combinazione tra mondo reale e mondo digitale: da un lato l’infrastruttura fisica (interruttori, quadri, apparecchiature di automazione), dall’altro soluzioni software basate sull’analisi dei dati, potenziate da algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è rendere le infrastrutture non solo smart, ma autonome. Nel settore degli edifici, questo significa passare da una gestione reattiva a una preventiva.
"Un edificio connesso alle previsioni meteo aggiornate in tempo reale sa che sulla facciata sud, alle 14.25 del pomeriggio, ci sarà un certo irraggiamento solare. Sa anche che il venerdì ci saranno poche persone in ufficio. Così alza o abbassa la temperatura in maniera preventiva”, spiega Guenzi. “Questo ha due benefici principali: migliora il comfort, poiché la temperatura viene regolata proattivamente senza attendere di percepire caldo o freddo, e ottimizza il consumo energetico, grazie alla capacità di anticipare il fabbisogno”. Le stime parlano di un potenziale miglioramento dell’efficienza fino al 30-35%. E la buona notizia è che questi interventi non richiedono di sostituire l’installato: la maggior parte degli edifici non residenziali ha già un sistema di building management.
"Non si tratta di sostituire l’infrastruttura esistente, bensì di valorizzarla e integrarla”, precisa la manager. I dati vengono poi raccolti su una piattaforma cloud e integrati con i dati raccolti da variabili esterne come previsioni meteorologiche, timbrature dei dipendenti, informazioni che normalmente non riguardano la gestione di un edificio ma che, una volta correlate, diventano utili alla sua gestione. L’IA gioca un ruolo cruciale. “Consente di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, ottimizzare la gestione energetica, prevedere guasti e migliorare l’esperienza. L’adozione di software di gestione degli impianti di riscaldamento, ventilazione e climatizzazione basati su AI può ridurre i consumi fino al 25%, mentre l’automazione degli edifici non residenziali potrebbe generare risparmi energetici pari al 14% del consumo totale”, conclude Guenzi.