Federico Malvezzi nuovo ceo di Unguess

Federico Malvezzi
Federico Malvezzi 

Lo spin-off del Politecnico di Milano specializzato nel crowdtesting punta ad espandersi in Europa e ad integrare l’intelligenza artificiale nei suoi processi

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Federico Malvezzi è il nuovo ceo di Unguess, la società nata nel 2015 all’interno del centro di ricerca “Mobile Lab” del Politecnico di Milano con l’obiettivo di introdurre in Italia la metodologia del crowdtesting per ottimizzare qualità, sicurezza ed esperienza d’uso dei prodotti e servizi digitali delle aziende. Oggi, forte di 500 ethical hacker in crowdsourcing, punta ad espandersi in Europa - ha già fatto un’acquisizione in Francia - e ad integrare l’intelligenza artificiale (AI) nelle proprie operazioni.

Dottor Malvezzi, con quali risultati avete chiuso il 2025 e quali obiettivi di crescita avete per il 2026?

“Il 2025 è stato un anno di consolidamento e allo stesso tempo di evoluzione per Unguess. Abbiamo chiuso l'anno con una crescita significativa a doppia cifra dei ricavi superando 10 milioni, trainata dal segmento enterprise e dal lancio delle nostre soluzioni di testing per sistemi di intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, abbiamo raggiunto valori positivi di generazione di cassa ed Ebitda e investito in modo deciso su prodotto e struttura organizzativa, ponendo le basi per una crescita scalabile. Per il 2026 abbiamo un obiettivo molto chiaro: continuare su un sentiero di crescita “venture scale”, ma con fondamentali da azienda matura. Puntiamo a rafforzare la nostra leadership europea, facendo dell'AI un driver strategico del business e raggiungendo circa il 50% delle revenue di gruppo dalle vendite internazionali, con forte concentrazione in un paio di paesi europei chiave”.

Quale contributo ha già dato il mercato francese ai ricavi complessivi e quale quota vi aspettate nel medio termine?

“La Francia è oggi il nostro primo mercato estero e rappresenta già una quota significativa dei ricavi internazionali. È un mercato molto maturo sul tema della qualità digitale, della user research, della cybersecurity e, più recentemente, della governance dell’AI. È già diventata un pilastro della nostra strategia europea: abbiamo un portafoglio di clienti di altissimo profilo, da Air France a L’Oréal, Lvmh e altri leader di mercato. Oggi il mercato francese pesa una quota ancora in crescita dei nostri ricavi, nel medio termine ci aspettiamo che arrivi a contribuire significativamente sul fatturato complessivo”.

Quali soluzioni avete sviluppato per testare i sistemi di intelligenza artificiale? Quali sono a vostro parere le maggiori criticità dell'AI?

"Abbiamo sviluppato soluzioni specifiche per l’AI training & testing: utilizziamo la nostra community per generare, arricchire e validare dataset (testo, immagini, voice, biometria) e per testare sul campo il comportamento dei sistemi di AI, dalla qualità delle risposte agli aspetti di bias, sicurezza e user experience. A nostro avviso le criticità maggiori dell’AI non sono solo tecnologiche, ma sistemiche: parliamo di dataset distorti, mancanza di trasparenza dei modelli, rischi di sicurezza e privacy, oltre al tema della responsabilità quando un sistema AI prende decisioni che impattano persone reali. Per questo crediamo che il testing con utenti reali, in contesti reali, diventerà uno standard obbligatorio esattamente come lo è oggi per la qualità del software”.

Che dimensione di mercato stimate per i servizi AI e quale peso potrebbero avere sul fatturato nei prossimi tre anni?

“Il mercato dei servizi legati all’AI, dal training al testing, dai dati alla validazione, è già enorme e crescerà in modo esponenziale in Europa nei prossimi anni; vediamo una domanda fortissima da parte di grandi aziende che vogliono ridurre il rischio dei propri progetti AI e accelerarne il time-to-market. In questo scenario ci aspettiamo che la componente AI della nostra offerta passi da verticale emergente a uno dei principali driver di fatturato: il nostro piano è portare l’AI a pesare una quota significativa dei ricavi entro tre anni, integrandola in tutte le linee di business: dalla quality alla experience fino alla security”.

Guardando ai prossimi 24 mesi, quali sono i principali rischi macroeconomici o di mercato che potrebbero rallentare il percorso di crescita e come li state mitigando con dati e pianificazione finanziaria?

“Oltre alla generale incertezza economica globale, i principali rischi sono la pressione sui budget IT e la velocità con cui le aziende riescono a portare l’AI in produzione. Li stiamo mitigando in modo molto concreto: da un lato acceleriamo su contratti enterprise pluriennali, su soluzioni di prodotto scalabili, con ricavi ricorrenti e maggiore prevedibilità e sulla diversificazione geografica per stabilizzare i ricavi; dall’altro utilizziamo dati granulari su pipeline, marginalità e ritorno delle iniziative per allocare il capitale in modo chirurgico, mantenendo una struttura finanziaria solida e una piattaforma tecnologica che ci permette di scalare rapidamente senza esplodere i costi fissi".

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