Milano, dal 5G al Digital Twin

Milano, dal 5G al Digital Twin

Il progetto del Campus metropolitano smart unisce connettività, dati e intelligenza artificiale per creare una replica digitale del capoluogo lombardo. Un modello che integra mobilità, ambiente e sanità, e che ha preparato il territorio alle sfide delle Olimpiadi

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Le reti come infrastruttura strategica e la pubblica amministrazione come acceleratore di innovazione: è da questa combinazione che prende il via il Campus metropolitano smart della Città Metropolitana di Milano, una piattaforma tecnologica diffusa che collega oltre 250 realtà pubbliche e private grazie a 9.000 chilometri di fibra ottica e a una rete di 55 siti 5G distribuiti sul territorio. L’infrastruttura connette 100 Comuni – destinati a diventare 106 entro il 2027 – insieme a 348 istituti scolastici, centri di ricerca, presidi sanitari, forze dell’ordine e istituzioni territoriali. Tra questi la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori, l’istituto neurologico Besta, la Questura di Milano, la Polizia postale Lombardia, il Parco Nord Milano, Afol Metropolitana e la Provincia di Monza e Brianza.

“Il risultato – commenta Francesco Vassallo, vicesindaco della Città metropolitana di Milano - è un ecosistema digitale integrato che trasforma il territorio in una piattaforma di servizi, ricerca e collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini. In questo modello la pubblica amministrazione non si limita a gestire servizi, ma assume il ruolo di facilitatore dello sviluppo, creando le condizioni per la cooperazione tra sistema pubblico e privato”. Ed è proprio grazie alla collaborazione coi privati che l’intera copertura 5G è stata realizzata senza costi per le casse pubbliche. Gli operatori hanno infatti potuto installare i tralicci su aree di proprietà della Città metropolitana, garantendo connessione anche nelle zone meno appetibili dal punto di vista commerciale e contribuendo a ridurre il digital divide. L’operazione ha generato oltre due milioni di euro di entrate per l’ente grazie alla valorizzazione degli spazi.

Dal 2005 sono stati posati 9.000 chilometri di fibra ottica che oggi raggiungono capillarmente l’area metropolitana. I risultati concreti? Lo spazio urbano entra nella rete: i 55 siti 5G collegano rotatorie, piazzali e sistemi di illuminazione intelligente, integrando telecomunicazioni e gestione urbana. In ambito sanitario, per esempio, gli specialisti dell’Istituto nazionale dei tumori e del Neurologico Besta condividono in pochi secondi enormi quantità di immagini diagnostiche. Le scuole sono diventate laboratori digitali: 156 istituti superiori e 192 primarie sono connessi con velocità fino a 10 Gbps.

Parallelamente cresce anche il livello tecnologico dell’infrastruttura. Nei data center metropolitani è in fase di test un laboratorio di deep neural network capace di trasformare i dati raccolti su traffico, ambiente e mobilità in scenari predittivi. In campo medicale si sperimentano nuove tecnologie fotoniche, mentre sul fronte della sicurezza informatica entrano in gioco sistemi di cybersecurity quantistica. “La digitalizzazione - aggiunge il vicesindaco - diventa anche uno strumento di sostenibilità. L’adozione di servizi cloud condivisi consente di ridurre consumi energetici ed emissioni di CO2, mentre sistemi Iot per il monitoraggio di gas, luce e riscaldamento permettono di individuare sprechi e anomalie in tempo reale. Una rete di sensori in fibra ottica raccoglie inoltre dati ambientali e urbani utili per diverse applicazioni, dal controllo della qualità dell’aria alla gestione del verde pubblico. Grazie al brevetto ‘Nautilus’, poi, la fibra è stata installata anche nei condotti fognari, permettendo la mappatura delle infrastrutture sotterranee e la raccolta di dati utili per analisi strutturali e prevenzione”.

Al centro della visione futura c’è il Digital Twin del territorio: una replica digitale della città grazie ai sensori. Strade, edifici e infrastrutture vengono rappresentati in un modello virtuale che, grazie a intelligenza artificiale e machine learning, può individuare criticità strutturali, simulare scenari urbanistici e supportare decisioni condivise tra istituzioni e stakeholder. Il progetto si è intrecciato anche con le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Nuovi accordi hanno esteso la rete in fibra verso le sedi della Polizia di stato in Valtellina e verso i presidi sanitari coinvolti nell’evento, attraverso l’ospedale Niguarda, a Livigno, Bormio e Sondalo. Una convenzione con Open Fiber ha inoltre avviato l’uso reciproco delle infrastrutture, con circa 900 chilometri di rete realizzati in collaborazione pubblico-privato.

"L’obiettivo ora – conclude Vassallo - è andare oltre la semplice connettività e costruire una vera e propria ‘rete neurale’ territoriale. Un’infrastruttura capace di supportare sicurezza intelligente, telemedicina, monitoraggio ambientale e servizi avanzati come streaming 8K, realtà aumentata e traduzioni basate su intelligenza artificiale: un acceleratore di conoscenze, una sorta di Cern dell’innovazione”. In prospettiva, questo campus digitale potrebbe evolvere in un polo di ricerca e innovazione dedicato all’IA.

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