Transizione green, strada strategica

Transizione green, strada strategica

Necessario accelerare su decarbonizzazione e sviluppo delle fonti rinnovabili

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“Ormai la transizione energetica non è più un tema solo ambientale, ma anche strategico e politico”. È la convinzione di Antonio Mediato, founder e ceo di Airzone, multinazionale spagnola che realizza sistemi di controllo della climatizzazione. In un’Europa che cerca faticosamente di slegarsi dagli idrocarburi, per Mediato l’efficienza non è più un’opzione tecnica, ma un imperativo di sicurezza collettiva. La frammentazione geopolitica, dalle tensioni con la Russia al conflitto in Medio Oriente, ha trasformato ogni kilowatt risparmiato in una fiche decisiva sul tavolo della sovranità continentale. In questo scenario, Airzone si posiziona sul mercato nell’intersezione dell’integrazione termica: se l’hardware è il corpo della transizione, il software di controllo ne è il sistema nervoso.

Per Airzone, l’Italia rappresenta l’11% del fatturato di gruppo (12 milioni su 110), con la Penisola che è il terzo mercato più rilevante dopo Francia e Spagna, davanti anche agli Stati Uniti. “L’Italia è un mercato con un potenziale enorme nel campo della climatizzazione. C’è una grande quantità di edifici vetusti e questo crea opportunità nel rinnovo del parco impiantistico esistente”.

La crescita è alimentata da un contesto legislativo in rapida evoluzione: la spinta delle direttive comunitarie sull’efficienza energetica sta spostando l’asse dal gas all’elettrico e in Italia il Conto Termico 3.0 agisce da volano per l’adozione delle pompe di calore. Senza trascurare, comunque, che la transizione verso l’elettrico pone sfide infrastrutturali enormi. “Abbiamo un problema legato alle forniture di gas a Est con la Russia e agli idrocarburi con il Medio Oriente, quindi è fondamentale accelerare sull’elettrificazione”, sottolinea il ceo. Ma questo comporta una pressione senza precedenti sulle reti: non è possibile che tutti consumino elettricità nello stesso momento, poiché i picchi orari rischiano di mandare in tilt il sistema.

Gli edifici, pur diventando più efficienti, restano strutture energivore, con la climatizzazione responsabile di oltre il 50% del consumo totale di un immobile. Il cambiamento nelle abitudini di consumo sta ridisegnando la curva del carico: se un tempo il picco era a mezzogiorno, oggi lo spostamento verso la sera e la notte — a causa degli elettrodomestici avviati al ritorno dal lavoro, della ricarica dei veicoli elettrici e degli impianti di condizionamento — richiede una gestione predittiva che l’hardware da solo non può garantire.

Antonio Mediato, founder e ceo di Airzone
Antonio Mediato, founder e ceo di Airzone 

L’evoluzione di Airzone riflette quella dell’intera industria 4.0, segnando il passaggio da puro produttore di hardware a fornitore di servizi integrati. Il futuro dell’azienda passa per la connessione con le utility e i sistemi Derms, trasformando l’edificio da consumatore passivo a risorsa attiva per la rete. “Il mondo industriale è intrinsecamente conservativo, con cicli di vita del prodotto molto lunghi - osserva Mediato - mentre il mondo IoT corre veloce, con cicli brevi e disruptive. Airzone si pone nel mezzo: stiamo passando da una logica puramente b2b a un nuovo orizzonte che tocca il consumatore finale, diventando il ponte che permette alle macchine industriali di dialogare con la domotica”. Grazie agli algoritmi proprietari, è possibile gestire la domanda in modo flessibile, pre-riscaldando o raffrescando gli ambienti quando l’energia costa meno o quando c’è un surplus di produzione da rinnovabili.

Nonostante la tecnologia sia pronta, la barriera resta spesso culturale e progettuale. Per questo l’azienda ha deciso di discostarsi dalla vendita tradizionale da scaffale per avvicinarsi a una consulenza di alto livello per i professionisti. “Il nostro lavoro è informare e formare architetti, ingegneri e progettisti”, chiarisce Mediato, spiegando come l’efficienza non si ottenga solo acquistando la macchina migliore, ma ottimizzando la comunicazione tra i vari componenti del sistema. In definitiva, la visione di Mediato suggerisce che la sfida della sostenibilità si vince nella terra di mezzo tra la fabbrica e il cloud. Se l’Europa vuole davvero svincolarsi dalle dinamiche geopolitiche legate ai combustibili fossili, deve imparare a governare la complessità elettrica degli smart building, rendendoli non solo più confortevoli, ma pedine fondamentali di un sistema energetico finalmente autonomo.

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