In un’industria sempre più globale, dimensione, capacità di innovazione e presenza internazionale sono diventate leve decisive per competere. Per le imprese italiane la sfida è crescere senza perdere competenze, capacità produttiva e presidio tecnologico sul territorio. Una partita che riguarda da vicino anche il settore della climatizzazione, alle prese con una rapida evoluzione tecnologica e una concorrenza sempre più globale.
“Il mercato della climatizzazione sta attraversando profondi cambiamenti, soprattutto per l’adeguamento europeo alla nuova direttiva F-gas, che impone la progressiva sostituzione dei refrigeranti con soluzioni meno impattanti”, sottolinea Michele Galletti, amministratore delegato di Galletti. Tra le tecnologie destinate a guadagnare spazio ci sono chiller e pompe di calore che utilizzano refrigeranti naturali come il propano. “Quest’ultimo ha grandi proprietà, ma presenta anche problemi legati alla sicurezza e deve quindi essere maneggiato con particolare attenzione”, spiega Galletti. Il nodo riguarda soprattutto la disponibilità di professionalità adeguate. “A nostro avviso una parte degli installatori e del personale non è ancora pronta a utilizzare questo nuovo refrigerante”.
L’altra sfida arriva dalla crescente competizione internazionale e da un settore che negli ultimi anni ha visto numerose aziende italiane di piccole e medie dimensioni passare sotto il controllo di gruppi stranieri. “Siamo rimasti in pochissimi ad avere un’identità e una proprietà al 100% italiane”, sottolinea l’amministratore delegato. “Ma le criticità possono trasformarsi anche in opportunità”.
Nata nel 1906 come piccola officina per la lavorazione del ferro a Castel Maggiore, nel Bolognese, Galletti ha compiuto quest’anno 120 anni ed è passata nel corso dei decenni dagli stampi per il ghiaccio ai telai per le moto, fino al riscaldamento e alla climatizzazione. Rimasta a proprietà familiare, ha mantenuto in Italia ricerca, progettazione e produzione. L’azienda ha chiuso il 2025 con ricavi per 62 milioni di euro, in crescita del 6%, realizzati per il 60% sui mercati esteri. “Siamo convinti che, per far crescere un territorio, sia necessario investirvi e creare un bacino adeguato di conoscenze, formando le persone”, spiega Galletti. Una scelta non scontata anche perché il principale polo italiano della climatizzazione si trova in Veneto, mentre l’Emilia-Romagna ha sviluppato storicamente competenze soprattutto nella meccanica, dall’automotive alle macchine per il packaging. “Essere riconosciuti come una realtà che ha mantenuto la propria identità e una proprietà familiare interamente italiana rappresenta un vantaggio”, osserva Galletti. “Crediamo molto nell’investire in Italia e nel nostro territorio”.
Oggi i sistemi Galletti climatizzano alcune sale del Palazzo del Quirinale, la rete Autogrill lungo le autostrade italiane e i supermercati Waitrose nel Regno Unito. Tra le referenze figurano anche il Vaticano, l’headquarter di Ermenegildo Zegna e un grattacielo di Wall Street a New York.Il radicamento produttivo sul territorio non ha impedito all’azienda di costruire una presenza internazionale, consolidata in mercati come Regno Unito, Grecia, Germania e Ungheria. La nuova frontiera è il Nord America, dove Galletti ha avviato la distribuzione dei propri prodotti negli Stati Uniti e in Canada attraverso Hvac Specialty, partner che può contare su undici centri di distribuzione negli Stati Uniti e una rete di oltre 600 distributori wholesale.
“Gli Stati Uniti rappresentano un mercato dal potenziale molto elevato”, sottolinea Galletti. “La difficoltà iniziale - spiega - è stata ottenere le certificazioni necessarie e soprattutto trovare il partner adeguato”. Ora l’obiettivo è aumentare progressivamente il peso dell’area: “Nel giro di tre-quattro anni contiamo di arrivare a realizzare in America circa il 20% del fatturato estero, partendo praticamente da zero”. Ma lo sguardo è rivolto anche ad altre geografie. “Stiamo iniziando a guardare al Sud America e al Nord Africa, dove oggi siamo quasi assenti”, aggiunge. Nei prossimi anni la crescita passerà soprattutto dalla ricerca e sviluppo e dal rafforzamento della capacità produttiva. “Nell’ultimo anno abbiamo investito quasi quattro milioni di euro”, spiega Galletti. Le risorse sono state destinate a nuove linee produttive, in particolare per la lavorazione della lamiera, a un impianto fotovoltaico e a una nuova camera climatica per testare le pompe di calore, costata quasi un milione di euro. “Continueremo a investire in ricerca, sviluppo e nuovi macchinari, anche per ampliare e innovare la nostra offerta”.