Quindici milioni di euro da investire nei prossimi due anni per concentrare a Majano, in Friuli, la produzione di cucine oggi distribuita tra San Marino e lo stabilimento Snaidero. È il progetto industriale allo studio del gruppo Colombini dopo l’acquisizione del 70% della storica azienda italiana, perfezionata a settembre. “Vogliamo creare un unico polo produttivo, specializzato e integrato, capace di servire tutti i nostri marchi”, spiega Emanuel Colombini, presidente e cdo del gruppo fondato dalla famiglia nel 1965 nella Repubblica di San Marino.
"Lo stabilimento di Majano ha gli spazi necessari e si trova in un distretto specializzato. Investiremo in impianti, tecnologie, software e sviluppo dei prodotti”, aggiunge. A questi si affiancano circa 15 milioni di euro l’anno di investimenti ordinari in ricerca, digitalizzazione, intelligenza artificiale e innovazione produttiva. Snaidero completa l’offerta nelle cucine di alta gamma di un gruppo attivo dall’arredamento residenziale agli uffici e ai grandi progetti immobiliari, con oltre 1.000 addetti, più di 890 punti vendita e 8.600 clienti attivi nel mondo.
I marchi hanno posizionamenti distinti: Colombini Casa opera attraverso rivenditori multimarca e punta entro il 2026 a 100 private label e 180 gallery; Febal Casa presidia il segmento premium con una rete di 291 negozi monomarca, di cui 207 in Italia e 84 all’estero, grazie a 31 nuove aperture previste quest’anno. Bontempi è specializzato nel design, Colombini Office negli ambienti di lavoro e Colombini Group Contract nelle forniture per residenze, strutture ricettive e uffici.
"La strategia è costruire un polo italiano dell’arredamento con una logica industriale e di lungo periodo, non finanziaria”, sottolinea Colombini. “Le acquisizioni devono creare complementarità tra i marchi e sviluppare competenze e capacità produttive. Non ne escludiamo altre, ma prima dobbiamo consolidare quelle realizzate”. Il fatturato è passato da 190 milioni nel 2019 a 290 milioni nel 2025, con una crescita dell’Ebitda del 12%. Per il 2026 sono previsti un incremento di organico del 3-5%, redditività stabile e ricavi consolidati tra 310 e 320 milioni, inclusa Snaidero. Un’ulteriore crescita organica del 3-5% è attesa nel 2027.
L’espansione del gruppo arriva in un momento difficile per il settore. “Dopo il picco raggiunto durante e subito dopo il Covid, il mercato si è assestato. Oggi pesano le sanzioni alla Russia, le tensioni in Medio Oriente e i dazi americani”. A queste criticità si aggiunge la crescente competitività dei produttori asiatici. “Sui mobili semplici e di fascia medio-bassa è difficile competere con i costi cinesi. L’Italia deve difendere ciò che la distingue: ricerca e sviluppo, qualità, progettazione e complessità del prodotto. Significa rivolgersi a segmenti di mercato con volumi inferiori, ma con valore aggiunto più elevato”.
La dimensione internazionale è l’altro terreno sul quale Colombini intende rafforzarsi. L’Italia rappresenta ancora circa l’83% del fatturato. Con Snaidero e Snaidero UK la quota dell’export potrebbe salire al 21%, verso il traguardo del 25-30% entro il 2030. “L’Europa resta il nostro primo mercato naturale”, osserva Colombini, indicando Francia, Spagna e Svizzera tra i Paesi con maggiori opportunità di crescita.
Il Nord America è un’altra priorità. Il gruppo opera con Febal Casa, Bontempi e Snaidero attraverso una struttura a Miami, mentre Snaidero dispone di una propria filiale in Florida. Qui i dazi hanno frenato soprattutto le decisioni commerciali. “Più che ordini cancellati, abbiamo visto trattative rinviate da distributori e sviluppatori immobiliari. Abbiamo assorbito parte dei maggiori costi per sostenere i partner, ma contiamo di mantenere stabile il fatturato americano nel 2026, mentre Snaidero è in crescita”.
Nel Golfo e in Nord Africa, considerati hub strategici, le attività si concentrano su Emirati, Oman ed Egitto, con opportunità in Arabia Saudita, Marocco e Algeria. In Asia-Pacifico, invece, la filiale di Hong Kong sostiene lo sviluppo commerciale a Taiwan, nelle Filippine e negli altri mercati del Sud-Est asiatico, oggi più dinamici della Cina continentale.
Accanto al retail crescono i ricavi del contract, aumentati del 21% nel 2025. “Operiamo nel segmento ‘soft’, attraverso dealer locali che gestiscono i rapporti con costruttori e sviluppatori immobiliari, mentre noi forniamo prodotti e assistenza". Tra i progetti realizzati, a Dubai il gruppo ha fornito 1.375 cucine Febal Casa per Bayview Seapoint e arredato 700 unità residenziali a Madinat Jumeirah Living. “Dipendere da un solo mercato non garantisce stabilità. Per competere a livello internazionale servono dimensioni adeguate, organizzazione e continuità negli investimenti”, conclude Colombini.