Sì a un esercito europeo. No alla creazione di un esercito sovranazionale che unisca e sostituisca gli eserciti nazionali. A Maastricht, trent'anni dopo la firma del Trattato, i duecento cittadini europei partecipanti al quarto panel della Conferenza sul Futuro dell'Europa hanno detto la propria sul futuro dell'Unione, tracciando la rotta per il ruolo dell'Ue nel mondo e le migrazioni e approvando 40 raccomandazioni su 46. Tra quelle più interessanti, quella di creare un esercito europeo, respingendo però l'idea di crearne uno sovranazionale che unisca e sostituisca quelli nazionali. Sono proposte che ora verranno ulteriormente discusse e che dovranno poi essere approvate e bocciate definitivamente dalle istituzioni europee.
Una forza armata congiunta
In particolare, il 73,08% (la soglia era il 70%) ha approvato la creazione di una "Forza armata congiunta dell'Unione europea" da usare principalmente per scopi di autodifesa, chiarendo che "un'azione militare aggressiva di qualsiasi tipo è preclusa". La forza armata europea, così come approvata dai cittadini, comporterebbe all'interno dell'Europa la capacità di fornire supporto in tempi di crisi come nel caso di catastrofi naturali e, al di fuori delle frontiere europee, avrebbe la capacità di essere dispiegata nei territori in circostanze eccezionali ed esclusivamente sotto un rispettivo mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu e quindi nel rispetto del diritto internazionale.
Il tema delle migrazioni
Oltre alla Difesa, l'altro tema del panel sono state le migrazioni. I partecipanti hanno bocciato il modello di integrazione della Danimarca, ossia l'introduzione di una direttiva che assicuri che ogni zona vivibile in ogni Stato membro non possa avere più del 30% di abitanti provenienti da Paesi terzi, ritenendo che una distribuzione geografica più uniforme porterebbe a una migliore accettazione dei migranti da parte della popolazione locale e a una migliore integrazione. Pollice verso, però, per la proposta di rafforzare i corridoi umanitari. I partecipanti hanno infatti bocciato (per poco, ha votato a favore il 69,78%) l'idea di potenziare e finanziare rotte e mezzi di trasporto legali e umanitari per i rifugiati delle aree di crisi in modo organizzato.
I rifugiati climatici
Bocciata anche la proposta che chiedeva per maggiori riconoscimenti a favore dei rifugiati climatici. "Raccomandiamo che l'Ue crei un protocollo d'azione riguardante l'imminente crisi dei rifugiati che nascerà dalla crisi climatica. Come parte di questo protocollo, l'Ue deve espandere la definizione di rifugiati e richiedenti asilo per essere completa e includere le persone colpite dal cambiamento climatico", si legge nel testo cestinato. I cittadini hanno anche chiesto standard minimi per l'accoglienza validi per tutti i Paesi Ue, che l'Agenzia europea per l'Asilo venga rafforzata e che vengano creati dei centri asilo per i minori non accompagnati.