“Così la guerra in Ucraina sta cambiando la Conferenza sul Futuro dell'Europa”

“Così la guerra in Ucraina sta cambiando la Conferenza sul Futuro dell'Europa”
(afp)
Parla Maria Cinque, ambasciatrice della CoFoE, e racconta le evoluzioni del percorso
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I lavori della Conferenza sul futuro dell’Europe continuano a impegnare cittadini e cittadine, che in questa fase riscrivono le raccomandazioni, trasformandole in proposte. I working group stanno maneggiando le raccomandazioni per produrne una sintesi, tra quelle che si parlano e quelle che sono troppo prolisse, e i delegati ambasciatori hanno la responsabilità di garantire una fedeltà al lavoro di redazione portato avanti dai panel tematici.

Ma non è tutto, un ulteriore lavoro lo richiede anche la situazione internazionale determinata dall’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia, che sta richiedendo una revisione del lavoro sviluppato prima del 24 febbraio. Ora, dice Maria Cinque una delle ambasciatrici, “non stiamo modificando il lavoro pregresso, ma la situazione internazionale di oggi ci costringe a rivalutarlo e a rivederlo con occhi nuovi”. Sono tante le prospettive che apre la guerra tra Russia e Ucraina, e tanti i temi e le abitudini quotidiane che inevitabilmente investe.

“Un argomento estremamente dibattuto nell'ultimo working group è l’autosufficienza energetica dell’Unione europea”, dice Cinque, e continua “la pressione della Russia naturalmente si fa sentire”, e complica il già previsto rincari dei costi dell’energia. Per far fronte alla questione energetica, i cittadini e cittadine CoFoE hanno ragionato su due binari: intensificare il ritmo della transizione ecologica investendo sulle rinnovabili in modo cospicuo, e contestualmente supportare la transizione con l’energia nucleare.

Un argomento estremamente sentito, racconta Maria Cinque, che si dice contrariata assieme a molti altri partecipanti della latitanza e dello scarso interesse mostrato dai rappresentanti politici italiani. “Si sono visti pochissimo e quasi disinteressati a quello che stava accadendo, soprattutto avendo avuto modo di vedere come rappresentanti istituzionali di altri Stati membri, come la Spagna o l’Olanda, abbiano cercato di intersecare il loro lavoro istituzionale in Parlamento con quello dei cittadini”.

La tenacia e l’interesse dei partecipanti alla Conferenza diventa sempre più chiaro, man mano che si vanno definendo le discussioni e i documenti CoFoE. Fra tutti gli ambasciatori “serpeggia il timore che le che le nostre raccomandazioni possano essere stravolte o solo alcune, che incontrano già il favore del Parlamento europeo, possano essere supportate, le altre accantonate”. Questo timore sta spingendo i partecipanti CoFoE ad avanzare la richiesta di continuare ad avere un ruolo anche nella fase di valutazione e attuazione delle proposte.

Maria Cinque si dice soddisfatta del percorso della Conferenza compiuto fin qui. “I cittadini avevano iniziato con un po’ di timore a seguire i lavori della CoFoE, ma pian piano hanno preso confidenza con le istituzioni europee e abbiamo cominciato a capire di avere una responsabilità tra e mani, che stiamo imparando a gestire al meglio. Ora il timore è sul futuro della Conferenza, e delle proposte che sono in lavorazione. Come verranno recepite? Che ruolo avranno i cittadini e le cittadine?