L'europarlamentare Castaldo: "La piattaforma dei cittadini diventi uno strumento obbligatorio per l'Ue"

Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare M5S
Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare M5S 

Intervista all'europarlamentare del Movimento 5 Stelle sulla conclusione della Conferenza sul Futuro dell'Europa

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"La Conferenza per il Futuro dell'Europa (CoFoE) - conclusa il 9 maggio - è stato un esperimento importante perché per la prima volta nella storia europea ha attivato un procedimento di rinnovazione partendo dalla base della democrazia europea, bussola di questo cambiamento". Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e Coordinatore del Comitato Relazioni europee e internazionali del M5S, assicura che il Parlamento europeo sarà in prima linea per dare un seguito concreto alle richieste espresse dai cittadini. Un documento di 49 proposte - nato dalle idee raccolte sulla piattaforma multilingue e durante gli eventi decentrati, i panel europei dei cittadini e la sessione plenaria della Conferenza -, presentato il 9 maggio ai vertici delle istituzioni europee.

Che cosa è stata la CoFoE? Perché è stata così importante?

"Definirei la CoFoE come un importante e collettivo esercizio di democrazia partecipativa che ha dato la possibilità a tutti i cittadini di formulare proposte su tematiche quali l’economia, il lavoro, lo stato di diritto, il cambiamento climatico, il ruolo dell’Ue nel mondo. Si tratta di un esperimento importantissimo perché per la prima volta nella storia europea viene attivato un procedimento di rinnovazione partendo dalla base della democrazia europea, bussola di questo cambiamento".

Quali sono le priorità dei cittadini emerse da questo esperimento di democrazia diretta?

"Ognuno dei 4 panel dei cittadini ha evidenziato priorità di carattere generale raggruppate a seconda del tema affrontato. La necessità di costruire l'identità europea e di rafforzare la partecipazione dei cittadini nella vita democratica dell’Unione sono solo alcune delle priorità espresse. È importante, alla luce della battaglia di cui è da sempre portatore il Movimento 5 Stelle, che ritengano prioritaria l'introduzione di un salario minimo europeo al fine di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori in tutti gli Stati membri. I cittadini hanno anche espresso la necessità che l’Europa si doti di strumenti per garantire che in caso di una crisi grave (sanitaria o geopolitica) siano pronti piani coordinati di risposta e di attenuazione degli effetti in particolare sui giovani, duramente colpiti dalla pandemia".

In molti hanno espresso il desiderio di istituzionalizzare la Conferenza. È possibile?

"L’importante valore aggiunto espresso dalla Conferenza è basato sul metodo adottato: in questo senso ho chiesto a gran voce che la piattaforma multilingue utilizzata per raccogliere le proposte e le idee dei cittadini diventi uno strumento permanente di consultazione, da utilizzare obbligatoriamente prima di ogni proposta legislativa della Commissione europea. Questo permetterebbe alla società civile e ai singoli cittadini di avere un mezzo di confronto diretto, snello ed efficace con le Istituzioni europee, troppe volte tacciate di essere troppo burocratiche, tecniche e distanti da coloro che rappresentano".

Come garantire un seguito adeguato alla CoFoE?

"Il Parlamento europeo sarà in prima linea nel sollecitare la Commissione, e soprattutto il Consiglio, organo che rappresenta i governi e quindi da sempre più refrattario alle istanze di democrazia, a dare un seguito concreto e puntuale alle aspettative e aspirazioni espresse dai cittadini nelle conclusioni, orientate a un deciso rafforzamento delle competenze interne e del ruolo geopolitico dell’Europa".

Il nodo sembra essere quello sulla revisione dei Trattati. Come rivederli per aggiornare l’Ue alle nuove sfide?

"È necessario aprire una Convenzione per avviare il procedimento di revisione dei Trattati, come richiesto dai cittadini nelle loro raccomandazioni e dalla Risoluzione del Parlamento europeo approvata i primi di maggio. Molti sono gli ambiti che necessitano di una rivisitazione. Occorre modificare il metodo decisionale attualmente esistente passando dalla regola dell'unanimità al voto a maggioranza qualificata in tutti i settori, con l'eccezione dell'adesione di nuovi membri e di modifiche ai principi fondamentali. Ma ancora, deve essere valorizzato il ruolo del Parlamento europeo quale Istituzione europea democraticamente eletta: per questo si rende necessario dargli un vero e proprio diritto di iniziativa legislativa. Il processo di riforma deve mirare a un rafforzamento del pilastro europeo dei diritti sociali, che devono essere protetti e salvaguardati in caso di conflitto con le libertà economiche".