È una giornata di freddo pungente a Kabul. Ho ricevuto un messaggio da una chitarrista. Si chiama Angeeza, ha 21 anni. Si stava laureando in Lettere all'università di Kabul. Ora è confinata a casa. Prima della presa del potere da parte dei talebani, mi era capitato di intervistarla alcune volte. Era entusiasta di imparare a suonare la chitarra, ma ora è molto triste e amareggiata.
Le ho chiesto della sua situazione, della sua famiglia e della sua chitarra. Mi ha risposto che suo padre ha sepolto la chitarra vicino casa, perché i talebani stanno moltiplicando le perquisizioni e se trovassero la chitarra avrebbero dei problemi seri. Ha aggiunto che con la chitarra sono rimaste sepolte anche tutte le sue speranze.
Sembra la tragica fine della musica afghana. I talebani al potere hanno imposto delle regole severe, soprattutto contro le donne, praticamente rimettendo al bando la musica. Un video, divenuto virale sui social media, mostra i talebani che, in mezzo alla gente, insultano un cantante e danno fuoco ai suoi strumenti musicali. Il ministero talebano della Propagazione della virtù e della prevenzione del vizio, tuttavia, ha negato l'accaduto.
L'agenzia di stampa tedesca Dpa ha riferito di un cantante insultato e aggredito nel quartiere Zazai della città di Aryub nella provincia di Paktia dai talebani, che hanno dato fuoco ai suoi strumenti musicali, e la notizia si baserebbe sul video in questione.
In altri video si vedono degli uomini armati che ridono e insultano un cantante, spaccando con pietre i suoi strumenti musicali e dandogli fuoco. È opinione diffusa nei social media che quegli uomini armati siano miliziani talebani. Si vede anche come deridano il cantante dopo avergli tagliato i capelli e strappato la giacca e lo riprendano con i loro smartphone.
traduzione di Luis E. Moriones