Repubblica delle Idee, costruiamo insieme un futuro civile
Carlo Verdelli
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Repubblica torna a Bologna dopo un anno che ha visto cambiare radicalmente la scena politica del Paese: oscurata dall'avanzata di Salvini, dagli slogan facili e cattivi, dalla retorica della paura. Ma c'è un'altra Italia ostinata e contraria che, magari senza strillare e invadere twitter, marcia in una direzione diversa: è l'Italia che scende in piazza contro i porti chiusi, è l'Italia dei volontari delle associazioni solidali, della chiesa di Francesco, degli studenti che manifestano per l'ambiente, dei tanti lavoratori precari, stranieri e no, che ancora rimangono senza i più elementari diritti, degli artisti che sentono il dovere di un nuovo impegno civile, dei tanti militanti democratici che - nelle forme più diverse - cercano di costruire un futuro alternativo per il Paese.
Come fecero i partigiani che, non a caso, apriranno il nostro festival venerdì prossimo a Palazzo Re Enzo. A questa Italia cercheremo di dare spazio e visibilità, perché è in nome di quest'Italia che Repubblica ha deciso di "alzare la voce" con un giornale profondamente rinnovato. C'è bisogno di pensiero, cultura, immaginazione per non rassegnarsi alle ombre nere che - come abbiamo titolato all'indomani del voto europeo - incombono su di noi.
Per questo i tre giorni del festival ospiteranno oltre ottanta dibattiti con più di duecento ospiti: politici, economisti, intellettuali, scrittori, artisti verranno a Bologna dall'Italia e dal mondo per discutere la prospettiva di un futuro più civile. E anche per fare festa, insieme con la città, con i tanti spettacoli che accompagnano, come sempre, RepIdee.