Salone del Podestà nell'ultimo dei tre giorni di Repubblica delle Idee si riempie presto, per l'incontro con l'amato scrittore Gianrico Carofiglio e il vicedirettore Carlo Bonini. L'argomento è quanto mai attuale, perché si discute della fallacia del discorso politico, "un fenomeno più grave del passato" e pericoloso per le conseguenze sulla democrazia.
Si analizzano quelli che gli studiosi di retorica descrivono come "errori nel ragionamento - spiega lo scrittore - che rendono invalida un'argomentazione. E allude agli espedienti che taluni oggi adoperano per vincere un dibattito su un tema politico. Un argomento cruciale per noi che vediamo sempre più l'argomentazione politica diventare grottesca. Riguarda soprattutto chi ai dibattiti assiste. Il cittadino che se non si fa consapevole è solo suddito".
Esistono antidoti, spiega l'autore che ha portato le sue idee anche in un programma tv. "Occorre interrogarsi, interrogare il potere che parla. E capire quando quel potere parla per l'inganno e per trattare i destinatari del suo discorso come oggetti di una pratica manipolatoria. Tre regole fondamentali del dialogo civile, troppo spesso violate: divieto di attacco alla persona, con cui si evita di affrontare nel merito la questione; divieto di manipolazione; onere della prova, il dovere di argomentare.
"Nel lago di Loch Ness c'è un drago che ogni tanto si mangia qualche bambino, cosa mai provata. Sei in grado di provare che non esiste? Eccola, l'insidiosissima fallacia dell'inversione dell'onere della prova - sottolinea Carofiglio - che oggi non vale per Loch Ness, ma ad esempio per i vaccini, che espongono al 5G o ci fanno guidare da entità misteriose".
L'INTEGRALE DELL'INCONTRO
RepIdee 2022, "Manuale delle fallacie", con Gianrico Carofiglio e Carlo Bonini