Antisemitismo, Meloni si metterà in gioco?
di Giovanna CasadioVa dato atto a Giorgia Meloni di avere detto che non ci sarebbero state complicità né vicinanza con l’antisemitismo. Ma poi? Gli ambienti di Gioventù nazionale, i suoi fan, hanno mostrato di cosa sono imbevuti. L’allarme di Liana Segre è stella polare e getta una ulteriore luce sul doppio registro della destra italiana.
Negli ultimi decenni molte cose sono accadute nel rapporto tra la destra e le comunità ebraiche in Italia. È importante. Va ricordato. La storia di quei rapporti è ricca e complessa. Il viaggio a Gerusalemme di Gianfranco Fini nel 2003 fu costruito con molta difficoltà, tassello per tassello, non senza travagli. Era stato voluto dal leader di An ma anche dalle comunità ebraiche perché cosa può esserci di più condiviso che ripudiare per sempre la…
Va dato atto a Giorgia Meloni di avere detto che non ci sarebbero state complicità né vicinanza con l’antisemitismo. Ma poi? Gli ambienti di Gioventù nazionale, i suoi fan, hanno mostrato di cosa sono imbevuti. L’allarme di Liana Segre è stella polare e getta una ulteriore luce sul doppio registro della destra italiana.
Negli ultimi decenni molte cose sono accadute nel rapporto tra la destra e le comunità ebraiche in Italia. È importante. Va ricordato. La storia di quei rapporti è ricca e complessa. Il viaggio a Gerusalemme di Gianfranco Fini nel 2003 fu costruito con molta difficoltà, tassello per tassello, non senza travagli. Era stato voluto dal leader di An ma anche dalle comunità ebraiche perché cosa può esserci di più condiviso che ripudiare per sempre la vergogna dell’antisemitismo? Amos Luzzatto, intellettuale indomito, di sinistra e non certo compiacente con la destra, che era stato presidente delle comunità ebraiche italiane, e che seguì il viaggio di Fini, in una intervista a Repubblica, parlò proprio dei rapporti della destra con le comunità e dell’importanza di quella visita. Qualche giorno dopo ci fu la condanna definitiva del nazifascismo come male assoluto da parte del leader di An durante la conferenza stampa all’Hotel King David sollecitato dai cronisti. Cosa è mancato perché la svolta fosse acquisita per sempre? Meloni non ne comprese l’importanza e, allora come ora, non comprende la vergogna di non dirsi e di non sentirsi antifascista. Forse per occhieggiare ai nostalgici? Insediata a Palazzo Chigi ha subito cercato e instaurato buoni rapporti con le comunità ebraiche. Non basta e non serve per bonificare l’acquitrino dell’antisemitismo. Ora capisce le radici del disastro? Le sue parole di condanna dell’inchiesta giornalistica sono state devastanti.
Il ripudio dell’antisemitismo deve essere radicale e definitivo. Meloni metta in gioco se stessa.