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Ma cosa consiglia una consigliera d’eventi?

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Quanto tutto sarebbe stato più semplice se la dottoressa Boccia il decreto da consigliera, o quel che è, se lo fosse andato a prendere nell'ufficio di lavoro, e come lei i tanti ragazzi di Pompei o di Napoli
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Riavvolgiamo l’ingarbugliato filo del caso Sangiuliano. Nella selva di nomine, la dottoressa Maria Rosaria Boccia avrà sempre avuto chiara la sua e, quindi, la vaga funzione. Lo scambio di mail con il ministero della Cultura e il programma dell’organizzazione del G7-Pompei stanno a dimostrarlo. Anche se, tra un ricatto e un avvertimento, se ne sono persi i contorni.

Poi è scoppiata l’ammuina. È lecito chiedersi ora chi consiglierà chi sui grandi eventi? Oltretutto consiglierà cosa, così sputtanati come siamo a livello internazionale. Astenersi ovviamente da neo parenti del neo ministro Giuli. Astenersi da amanti perché c’è appunto il precedente Sangiuliano che ha mostrato il chiaro conflitto di interessi tra la relazione affettiva e qualsiasi incarico ancorché aleatorio.

Riavvolgiamo l’ingarbugliato filo del caso Sangiuliano. Nella selva di nomine, la dottoressa Maria Rosaria Boccia avrà sempre avuto chiara la sua e, quindi, la vaga funzione. Lo scambio di mail con il ministero della Cultura e il programma dell’organizzazione del G7-Pompei stanno a dimostrarlo. Anche se, tra un ricatto e un avvertimento, se ne sono persi i contorni.

Poi è scoppiata l’ammuina. È lecito chiedersi ora chi consiglierà chi sui grandi eventi? Oltretutto consiglierà cosa, così sputtanati come siamo a livello internazionale. Astenersi ovviamente da neo parenti del neo ministro Giuli. Astenersi da amanti perché c’è appunto il precedente Sangiuliano che ha mostrato il chiaro conflitto di interessi tra la relazione affettiva e qualsiasi incarico ancorché aleatorio.

Dell’affaire Gennaro Sangiuliano si è detto di tutto: che è stato avanspettacolo, ridicolo, sexy per niente, tontolone molto. Ora bisognerebbe procedere a sottrazione. Togliendo. Andiamo al sodo, andiamo a stringere. Lo fa Luigi De Magistris, l’ex sindaco di Napoli, che di Gennaro è stato compagno di scuola. Finita la sceneggiata, resta il copione scarno: Genny ha versato lacrime finte e ha lasciato amanti senza una scusa (e senza il lavoro promesso per iscritto). “Genny non è cosa per te fare il ministro, e della cultura poi, lievate ‘e miezzo”, gli aveva consigliato, denunciandone il mancato rispetto delle istituzioni, da quel dì, Luigi, che conosce ogni pezzo di cuore di Napoli. E ne conosce le speranze. Soprattutto quella di trovare un lavoro. Un lavoro per “fare i famosi” magari. Per muoversi tra i riflettori, per un po’, perché no? Tra Pompei e Ercolano e Casal di Principe, dai.

Quanto tutto sarebbe stato più semplice se la dottoressa Boccia il decreto da consigliera, o quel che è, se lo fosse andato a prendere nell'ufficio di lavoro, e come lei i tanti ragazzi di Pompei o di Napoli. Senza che nessun ministro ci metta lo zampino per favore o per amore. Magari! Un semplice lavoro.

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